Alessandria: San Francesco, parla Cuttica. «Prima un progetto culturale. Poi gli eventi»
L’ex sindaco di Alessandria critica la concessione del complesso monumentale per ricevimenti privati: «Il rischio è banalizzare un patrimonio straordinario»
ALESSANDRIA – «È iniziato l’assalto a San Francesco». Non usa mezzi termini Gianfranco Cuttica di Revigliasco, consigliere comunale della Lega ed ex sindaco di Alessandria. Intervenendo sulla polemica relativa alla concessione dell’ex chiesa di San Francesco per eventi privati.
«Solo pochi giorni fa esprimevo le mie preoccupazioni rispetto al futuro della chiesa e ai rischi di un utilizzo intensivo e poco coerente con la sua storia. Non immaginavo che sarebbe bastato così poco tempo per vedere concretizzarsi quei timori».
Il progetto del Museo di Alessandria
Cuttica ricorda gli investimenti per il recupero del complesso monumentale e il progetto elaborato durante la sua amministrazione. Realizzare il Museo di Alessandria, riunendo il patrimonio storico-artistico oggi distribuito tra Palazzo Cuttica, le Sale d’Arte e i depositi.
«Nel 2021, quando lavoravamo per restituire questo straordinario edificio alla comunità alessandrina, avevamo in mente un futuro ben diverso da quello di un semplice salone per ricevimenti».
«Servono regole precise»
L’ex sindaco chiarisce di non essere contrario agli eventi, purché inseriti in una programmazione coerente con la storia dell’edificio.
«San Francesco deve essere un luogo vivo, aperto alla città, capace di ospitare iniziative culturali, musicali e artistiche. Ma prima occorre definirne con chiarezza la destinazione, gli scopi e le modalità di utilizzo. Come? Attraverso un progetto culturale complessivo da presentare e condividere con la città, accompagnato da regole precise e uguali per tutti».
Il timore è che una successione di iniziative private possa banalizzare il valore storico e culturale del monumento.
«Prima si definisce il futuro di San Francesco, poi si concedono gli spazi. Non il contrario», ribadisce Cuttica, concludendo con amarezza: «Ma si sa, i tempi cambiano. E non sempre in meglio».