Cronaca
L'incontro
L'assistente Grazia Bavuso e il cane Kalika tra i primi cinque nuclei coinvolti nella sperimentazione voluta dalla Regione. Cirio e Bussalino: «Un modello innovativo che rafforza la sicurezza dei territori»
3 Agosto 2026
ore
20:18
TORINO - Alessandria entra a far parte del primo progetto regionale dedicato alle unità cinofile della Polizia locale. Iniziativa presentata al Grattacielo Piemonte dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall'assessore alla Sicurezza Enrico Bussalino . E punta a creare una rete operativa tra i Comandi piemontesi, mettendo a sistema le professionalità già presenti sul territorio. Alla fase sperimentale partecipano i Comandi di Oleggio, Alessandria, Asti, Biella e Novara . Per Alessandria presente l'assistente Grazia Bavuso con l'unità cinofila Kalika , insieme agli altri operatori selezionati per avviare il progetto. L'obiettivo è costituire il primo gruppo di unità cinofile della Polizia locale a valenza regionale . Capace di fornire supporto operativo ai Comuni piemontesi attraverso un sistema coordinato. Il progetto della Regione Piemonte «Si tratta di un progetto innovativo che punta sulla collaborazione tra enti locali e sulla valorizzazione delle competenze già esistenti – dichiarano il presidente Alberto Cirio e l'assessore Enrico Bussalino –. L'obiettivo è superare la frammentazione degli interventi, creando una rete capace di garantire un supporto rapido ed efficace ovunque ce ne sia bisogno». Le unità cinofile saranno impiegate nelle attività di prevenzione e controllo del territorio , dal contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti alla ricerca di persone scomparse. Fino al supporto durante manifestazioni ed eventi pubblici. Manifestazione di interesse e contributi Il percorso prevede la pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse per individuare le unità cinofile già operative disponibili a entrare nella rete regionale. Successivamente verrà sottoscritto un protocollo d'intesa tra Regione ed enti aderenti per definire i presìdi territoriali. E uniformare così le modalità operative e costruire un sistema regionale condiviso. La Regione avvierà inoltre le interlocuzioni con le autorità statali competenti. Per consentire, quando necessario, l'impiego delle unità cinofile anche oltre i confini territoriali dei singoli Comuni. Al termine della fase sperimentale, le unità aderenti potranno beneficiare di specifici contributi regionali per almeno tre anni . Obiettivo, consolidare un modello stabile al servizio della sicurezza delle comunità piemontesi.