Società
La festa
L’assessore riflette sul significato della celebrazione: attenzione ai malati, sostegno alle famiglie e valorizzazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria come risorsa strategica per il territorio
18 Gennaio 2026
ore
20:11
ALESSANDRIA - « Ricordare i malati e le loro famiglie, ringraziando ogni giorno chi dedica impegno e sacrificio alla cura e alla salute ». È questo lo spirito con cui anche quest’anno ad Alessandria si è rinnovata la celebrazione di Sant’Antonio Abate , come sottolinea l’assessore Roberta Cazzulo . Il binomio “Cura e Comunità” , che ha dato il titolo all’iniziativa, ha rappresentato il filo conduttore di un clima avvertito con forza negli ultimi mesi. « Cura non significa solo guarire una malattia – spiega Cazzulo – ma anche interessamento solerte e premuroso, che impegna con zelo e diligenza il nostro animo e la nostra attività. Cura è comunità , relazione sociale, partecipazione». Un concetto che va oltre l’ambito sanitario in senso stretto e che coinvolge la dimensione umana, sociale e istituzionale. «Non smettere mai di essere tutti al servizio gli uni degli altri, in ogni contesto familiare, sociale, lavorativo e istituzionale, è il mio auspicio per il 2026 appena iniziato», aggiunge l’assessore. "Grazie speciale" Nel suo intervento, Cazzulo ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare a chi opera quotidianamente a tutela della salute. «Un grazie speciale va a tutti coloro che sono impegnati nella nostra città e sul territorio per tutelare la salute, all’azienda sanitaria per il servizio nei confronti dei più deboli, delle persone fragili e di chi soffre». Lo sguardo si allarga poi al futuro della città. «Oggi più che mai Alessandria deve puntare sulle sue eccellenze per investire sul proprio futuro – conclude Cazzulo – e ritengo che l’Azienda Ospedaliero-Universitaria sia tra queste». Una risorsa fondamentale, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche come presidio di competenze, ricerca e sviluppo per l’intero territorio.