Società
Associazioni
L’allarme su affitti, sfratti e alloggi vuoti. Secondo i promotori, in città ci sono quasi 10mila abitazioni non occupate, mentre centinaia di famiglie attendono una casa popolare
19 Ottobre 2026
ore
12:22
ALESSANDRIA – «La casa è un diritto. E ce lo stanno togliendo». È da questa denuncia che prende le mosse il nuovo Movimento per il diritto all’abitare , nato ad Alessandria per richiamare l’attenzione sulle difficoltà di accesso alla casa, sull’aumento degli affitti e sul problema degli sfratti. Una situazione che, secondo i promotori, accomuna Alessandria a molte altre città europee, da Madrid a Barcellona, fino a Roma. Il Movimento richiama alcuni numeri per descrivere quella che considera una vera e propria emergenza abitativa. «Ad Alessandria, secondo i dati Istat più recenti, sono quasi 10mila le abitazioni non occupate. Una su cinque », sottolineano i promotori. A questo dato si aggiungerebbero oltre 100 alloggi utilizzati come bed and breakfast nel solo capoluogo, mentre centinaia di famiglie rimangono in graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare. Il Movimento denuncia inoltre centinaia di richieste di sfratto ogni anno, evidenziando il contrasto tra la presenza di immobili inutilizzati e le difficoltà di chi cerca un’abitazione. Affitti elevati e garanzie richieste Al centro delle critiche c’è anche il mercato degli affitti. Secondo il nuovo Movimento, basta consultare gli annunci immobiliari per trovare richieste di 500 euro mensili per un appartamento di 30 metri quadrati , o persino per una stanza in condivisione. A rendere più difficile l’accesso agli alloggi sarebbero anche le condizioni poste da alcuni proprietari: contratti di lavoro a tempo indeterminato, referenze e garanzie economiche particolarmente stringenti. In alcuni casi, denunciano i promotori, verrebbero introdotte perfino discriminazioni legate alla provenienza degli aspiranti inquilini. «In pratica, non sei tu a selezionare un alloggio, ma l’alloggio seleziona te», osservano. «Il diritto all’abitare non fa selezione» Per il Movimento, il problema riguarda il crescente divario tra la casa intesa come bene essenziale e l’immobile considerato una fonte di rendita. «Ci sono le case. Ma per qualcuno sono una voce di profitto e una rendita e così sempre più persone non riescono ad abitarle», sostengono i promotori. La rivendicazione è riassunta in una frase: «Nessuno dovrebbe poter decidere chi merita un tetto e chi no. Il diritto all’abitare non fa selezione all’ingresso». Il nuovo Movimento porta così nel dibattito cittadino il tema dell’accessibilità degli alloggi, delle condizioni del mercato immobiliare e delle difficoltà delle famiglie in cerca di una casa.