Società
L'iniziativa
Dal 21 settembre il percorso promosso nell’ambito del progetto Viola 2.0. Coinvolti servizi sociali e sanitari, associazioni e professionisti della Rete Antiviolenza provinciale
16 Settembre 2026
ore
20:21
ALESSANDRIA – Riconoscere i segnali della violenza, valutarne i rischi e soprattutto proteggere i bambini e i ragazzi che ne sono testimoni. Prende il via il 21 settembre ad Alessandria un percorso di alta formazione specialistica dedicato alla violenza assistita e alla tutela dei minorenni , promosso dall'Aps me.dea nell'ambito del progetto Viola 2.0. Il programma, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità , prevede 40 ore di formazione e punta a rafforzare ulteriormente la Rete Antiviolenza della provincia di Alessandria, attiva dal 2014. Quando i figli assistono alla violenza Il percorso, dal titolo “Violenza assistita, tutela dei minorenni e presa in carico integrata: dall'inquadramento del fenomeno alla costruzione di prassi operative condivise”, concentra l'attenzione in particolare sui figli e sulle figlie delle donne che vivono situazioni di violenza . Bambini e ragazzi che, anche quando non sono direttamente destinatari degli atti violenti, possono subirne le conseguenze e riportare effetti traumatici. Da qui la necessità di preparare chi entra in contatto con loro a individuare tempestivamente i segnali e costruire percorsi di tutela adeguati . La formazione viene realizzata in collaborazione con Cismai – Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia Ets , mentre l'attività formativa è affidata a Io Volo Formazione . Una rete provinciale di servizi Il progetto coinvolge gli enti gestori dei servizi socio-assistenziali della provincia – Asca, C.I.S.A., C.I.S.S.A.C.A., CSP e C.S.S. – insieme ad ASL AL, Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e all'associazione Alterego , impegnata nel lavoro con gli uomini che agiscono violenza. L'obiettivo non è soltanto aumentare le conoscenze dei singoli professionisti, ma arrivare a modalità di intervento sempre più coordinate e condivise . Particolare attenzione sarà quindi riservata alla valutazione del rischio, all'attivazione degli strumenti di tutela e alla presa in carico integrata delle famiglie. Costruire risposte condivise Uno degli aspetti centrali riguarda infatti il dialogo tra i diversi soggetti che possono trovarsi ad affrontare una situazione di violenza: servizi sociali, sanitari ed educativi, Forze dell'Ordine e autorità giudiziaria . La formazione punta così a consolidare linguaggi e prassi comuni, riducendo il rischio di interventi frammentati quando è necessario agire per proteggere un minorenne. Un investimento sulle competenze che, attraverso il progetto Viola 2.0 , intende quindi rafforzare l'intera rete provinciale chiamata a intervenire nei casi di violenza e maltrattamento.