Desertificazione, Confesercenti Alessandria: «Negozi e banche presìdi da difendere»
Economia
21 Settembre 2026
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Il commento

Desertificazione, Confesercenti Alessandria: «Negozi e banche presìdi da difendere»

Le associazioni sostengono l’iniziativa della Fondazione Cral contro la scomparsa degli sportelli bancari nei piccoli centri. Ulandi: «La riduzione delle attività commerciali indebolisce i territori»

ALESSANDRIA – La battaglia contro la desertificazione bancaria e quella per salvaguardare i negozi di vicinato viaggiano nella stessa direzione. Confesercenti e Procom Alessandria si schierano al fianco della Fondazione Cra e del presidente Paolo Arrobbio dopo l’iniziativa promossa per affrontare la progressiva scomparsa degli sportelli bancari dal territorio provinciale.

Le due organizzazioni esprimono «grande apprezzamento» e si dichiarano disponibili a collaborare. Il punto di partenza è comune: senza servizi e attività di prossimità, paesi, borghi, quartieri e centri cittadini rischiano progressivamente di svuotarsi. «Il tema di preservare i territori dalla desertificazione dei servizi è congiunto e comune», sottolineano Confesercenti e Procom.

La battaglia per salvare i negozi di vicinato

Parallelamente alla questione bancaria, Confesercenti sta portando avanti a livello nazionale una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare dedicata alle “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.

I numeri elaborati dall’associazione descrivono un fenomeno rilevante. Secondo Confesercenti, tra il 2019 e il 2025 sono scomparse oltre 111mila imprese del commercio al dettaglio. Nello stesso periodo, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento della quota detenuta dalle grandi piattaforme internazionali di e-commerce avrebbero spostato fuori dai circuiti economici locali circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie.

Le stime dell’associazione indicano inoltre che, ogni 100 euro spesi nei negozi fisici, circa 70 rimarrebbero sul territorio. Attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, manutenzioni, servizi professionali e fiscalità. Con gli acquisti effettuati sui grandi marketplace internazionali, sostiene Confesercenti, una quota analoga tenderebbe invece a uscire dall’economia locale.

«Il commercio è un’infrastruttura territoriale»

«Il commercio di prossimità agisce come una vera e propria infrastruttura territoriale», sottolinea Manuela Ulandi, segretaria provinciale di Confesercenti. Attorno alle attività, evidenzia Ulandi, gravitano non soltanto occupazione e reddito. Ma anche immobili, professionisti, manutenzioni, tributi e servizi. A questi aspetti economici si aggiungono il presidio degli spazi urbani e la coesione sociale.

Confesercenti non considera l’e-commerce in sé un avversario. «Rappresenta un’opportunità, soprattutto quando si integra con la rete dei negozi e consente anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati». Diversa, secondo l’associazione, è la conseguenza dello spostamento degli acquisti verso le grandi piattaforme internazionali. Perché una parte significativa del valore generato dalla vendita non rimane nel territorio dell’acquirente.

Da qui la convergenza con l’iniziativa della Fondazione Cra. Pr Confesercenti e Procom, sportelli bancari e attività commerciali rappresentano due componenti della stessa rete di servizi di prossimità. E particolarmente importante nei piccoli Comuni e nelle aree dove la progressiva riduzione dei servizi rischia di accentuare lo spopolamento.

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