Terruggia, truffe agli anziani: i Carabinieri spiegano come difendersi
Incontro al teatro Le Muse con il luogotenente Paolo Marrubio. Dai falsi guasti all’acquedotto alle richieste di denaro per incidenti inventati, fino allo smishing: i consigli per riconoscere i raggiri
TERRUGGIA – Finti tecnici dell’acquedotto, richieste di denaro per inesistenti incidenti stradali, messaggi ingannevoli sul cellulare e stratagemmi per distrarre le vittime nei parcheggi. Sono alcune delle truffe più ricorrenti illustrate dai Carabinieri durante l’incontro organizzato a Terruggia per aiutare soprattutto gli anziani a riconoscere e prevenire i raggiri.
L’iniziativa si è svolta al teatro Le Muse ed è stata promossa dal Comune, in collaborazione con l’Unione dei Comuni delle Cinque Terre del Monferrato e la Stazione Carabinieri di Occimiano, nell’ambito del progetto regionale “Armonia”. A incontrare i cittadini è stato il luogotenente Paolo Marrubio. Che ha illustrato le tecniche utilizzate dai truffatori per conquistare la fiducia delle vittime e agire in casa, per strada, al telefono oppure online.
Dai falsi tecnici allo smishing
Particolare attenzione è stata riservata ai metodi più frequentemente utilizzati. Tra questi ci sono i finti guasti all’acquedotto, con sconosciuti che cercano di entrare nelle abitazioni presentandosi con false qualifiche. E le telefonate nelle quali viene raccontato un presunto incidente stradale di un familiare per convincere l’anziano a consegnare rapidamente denaro o preziosi.
Sul fronte digitale è stato affrontato anche il fenomeno dello smishing. Cioè l’invio di messaggi costruiti per indurre il destinatario a fornire informazioni personali o credenziali. Analizzate inoltre le tecniche di distrazione utilizzate nei parcheggi.
«Mai consegnare denaro o gioielli agli sconosciuti»
Il messaggio dei Carabinieri è semplice: non consegnare mai denaro, gioielli o credenziali bancarie a persone sconosciute. È stato inoltre ricordato che le Forze dell’Ordine non chiedono cauzioni o pagamenti a domicilio. Di fronte a una richiesta sospetta, la raccomandazione è quella di interrompere il contatto e chiedere immediatamente aiuto.
L’incontro era rivolto in particolare agli over 65, con un ulteriore obiettivo: convincere chi subisce un tentativo di truffa a non provare imbarazzo e a segnalarlo.
In caso di sospetti chiamare il 112
In presenza di sconosciuti o contatti che destano preoccupazione è possibile chiedere tempestivamente l’intervento di una pattuglia chiamando il Numero unico di emergenza 112. Per aumentare la diffusione delle informazioni, nei giorni precedenti all’incontro l’Amministrazione comunale aveva inoltre distribuito sul territorio materiale informativo e vademecum dedicati alla prevenzione delle truffe.
Una strategia che punta soprattutto sulla conoscenza: imparare a riconoscere il raggiro prima che il truffatore riesca a sfruttare paura, fretta o fiducia della vittima.