Tragedia Nepal, disperso parente di un ragazzo ospite a Serravalle
Studenti della scuola di PassoDopoPasso nel distretto di Nuwakot. La foto è stata scattata ieri
Società
Massimo Brusasco   
28 Agosto 2026
ore
12:23 Logo Newsguard
Il racconto

Tragedia Nepal, disperso parente di un ragazzo ospite a Serravalle

L'alluvione ha devastato il paese. Salva, però, la scuola che, costruita dall'associazione alessandrina PassoDopoPasso, offre istruzione (e cibo) a 80 bambini. In Valle Scrivia una comunità di 30 persone

ALESSANDRIA – Visej arriva dal Nepal, abita a Serravalle Scrivia. E dal Nepal non si hanno più notizie di un cugino, a cui è molto affezionato. E’ probabile che sia tra le vittime della tragica alluvione che ha sconvolto anche una parte del Tibet.

Il congiunto di Visej, guida turistica, stava accompagnando, con la propria auto, alcuni ospiti diretti in Cina. “Tra un’ora e mezza siamo al confine” ha fatto sapere. E’ stato l’ultimo messaggio. Da allora più nulla. La massa d’acqua che si è riversata con una potenza inaudita (tra le cause: il crollo di un ghiacciaio che ha formato un lago, poi tramutatosi in un fiume di fango) potrebbe averlo travolto.

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Tutto iniziò col terremoto

E tra le vittime non è escluso che ci possano essere parenti e conoscenti di altri che, come Visej, sono di stanza a Serravalle Scrivia, città che da qualche anno ospita una comunità arrivata dal Nepal. E’ una storia di solidarietà, accoglienza, amicizia che, purtroppo, oggi si contorna di dramma.

La raccontiamo grazie a Giorgio Pieri di PassoDopoPasso, l’associazione di Montecastello che, dal 2015 ha uno stretto legame con il Nepal. E’ il paese dove, con un amico di Cremona, Salvatore Belluardo, era solito recarsi da turista appassionato di alta montagna.

Dopo che il terremoto, nel 2015 appunto,  sconvolse il paese, i due decisero di “fare qualcosa”. L’impegno, negli anni, si è tradotto soprattutto nella realizzazione (grazie al contributo di una fondazione giapponese) di una scuola che ora accoglie un’ottantina di bambini e ragazzi, ai quali   PassoDopoPasso, attraverso iniziative benefiche, garantisce istruzione e cibo.

I ragazzi venuti dal Nepal

L’incontro tra Pieri e Visej è avvenuto in Italia. Lui, bambino, venne adottato da una famiglia di Serravalle. Diventato adulto, ha cercato di favorire l’arrivo nel nostro paese di amici e conoscenti, tant’è che ora, nella città della Valle Scrivia sono circa trenta i nepalesi, qualcuno con visto turistico, qualcuno con lo status di rifugiato. Si autogestiscono, non gravano sulle strutture pubbliche.

Tutti hanno un impiego e qualcuno è perfino riuscito a comprarsi casa. In questo periodo, alcuni stanno lavorando  nei rifugi della Valle d’Aosta, altri in strutture recettive della Sardegna.

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Straordinari progetti

Ciascuno avrebbe una storia da raccontare. Quel che conta è che, non senza fatica, si è avviato un processo di integrazione che sta dando risultati, anche grazie a PassoDopoPasso, capace di coinvolgere molti di loro in ambiziosi progetti, come ad esempio quello attraverso il quale (e col sostegno del Comune di Alessandria e del Giardino botanico) i ragazzi nepalesi imparano tecniche di giardinaggio.

Le notizie che arrivano dal Nepal stanno tenendo in apprensione questi ragazzi che hanno lasciato la loro terra in cerca di fortuna. “Saranno migliaia i morti” prevede Giorgio Pieri, che ben conosce il distretto di Nuwkot, una parte del quale è stato spazzato via dall’acqua.

E’ lì che PassoDopoPasso ha costruito, e continua a gestire la scuola. Che, per fortuna, si è salvata, come documentato da chi, quotidianamente, invia in Italia foto e video, un modo semplice per tenere legami con un’associazione straordinariamente decisiva. Salvatore tornerà in Nepal a novembre, Giorgio lo farà a febbraio. Però la mente dei due, e di chi con loro collabora, è là ogni giorno.

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