Sabato 23 Gennaio 2021

Intervista

Giovanni Lasagna, in arte Vanja

Pasticcere novese sulle passerelle della moda 

Giovanni Lasagna, in arte Vanja

Giovanni Vanja

NOVI LIGURE - Per i novesi è Giovanni Lasagna, noto e ottimo pasticcere. Ma da qualche tempo si chiama anche Vanja. “Il nome me lo ha suggerito il mio agente, Lucia Magnolio. Il lingua russa significa Giovanni, quindi è più che mai azzeccato”. Si, perché a fianco di quella che resta l'attività di famiglia, quella della storica pasticceria Lasagna, Giovanni Vanja si è affacciato, con successo, anche nel mondo della moda e delle passerelle, dove ha sfilato per importanti marchi, da Moschino a Versace. Lo fa indifferentemente con abiti maschili e femminili con uno stile inconfondibile e grazie al quale è stato protagonista anche di servizi giornalistici, come l'ultimo, sul mensile Vip Mese.

“Tutto è iniziato per scherzo, tra amici – racconta ora – Chi mi conosce sa che sono sempre sempre stato un burlone, a cui piace la goliardia. Per scommessa mi sono vestito da donna e mi sono fatto crescere i capelli. Qualcuno mi ha notato e sono arrivate le prime proposte di lavoro”.

Ha iniziato fin da subito a sfilare come modello?

“No, inizialmente ho lavorato come attore, in una fiction dal titolo Metamorfosi della Camorra, ma era un impegno troppo gravoso, che richiedeva continui spostamenti, incompatibili con la mia attività qui, a Novi. Nel frattempo ho conosciuto la mia attuale agente, Lucia Magnolio, che mi ha proposto di fare delle sfilate. Con lei sono entrato subito in sintonia, ha capito le mie esigenze e il mio spirito. Ho iniziato lo scorso anno, prima come testimonial di alcune negozi. Poi a Sanremo, dove ho indossato e sfilato per un marchio come DoppelGanger. E' stata una bellissima esperienza. Subito dopo ho sfilato a Rimini, per Moschino. E, a quel punto, nonostante diversi contatti già avviati, si è fermato tutto a causa dell'emergenza sanitaria.

Tu sfili sia in abiti maschili che femminili, con la stessa disinvoltura...

Si, è vero. Il mondo della moda è cambiato molto. Ora gli stilisti ricercano soprattutto l'originalità, la particolarità. Molti hanno sdoganato i canoni tradizionali di bellezza. L'avere un aspetto androgino è per me un tratto distintivo, ineguagliabile. E non sono io a dirlo, mi viene riconosciuto dai fotografi e da chi ha lavorato con me.

Ti senti più a tuo agio come uomo o come donna?

Lo dico una volta per tutte. Sono eterosessuale, lo sono sempre stato e lo sarò sempre. Al di fuori del mio personaggio, ho una vita assolutamente normale. Mi piace molto scherzare, giocare con l'ambiguità, anche provocare, ma sono un uomo.

Promuovi anche la tua attività sui social network? Cosa ne pensi degli influencer?

Ho un mio profilo sui social, dove posto le mie foto. Ritengo che i social siano un bel veicolo, ma se non c'è professionalità dietro non servono. Sono più tradizionalista, da questo punto di vista, preferisco la televisione e la carta stampata.

A breve apparirai anche in televisione come ospite della trasmissione di Papi, Guess my Age (in onda il 16 dicembre). Stai puntando a diventare anche un star della Tv? E ci puoi svelare in anteprima quanti anni hai?

E no, non posso, svelarlo. Papi è una persona simpaticissima ed è stata una bella esperienza. Chissà..

Come fai a tenerti in forma?

Ho sempre fatto molto sport, da giovane correvo in bici e per poco non sono stato nella categoria dei professionisti. Ho fatto nuoto e sci. Ora cerco di tenermi in allenamento andando in palestra, quando posso, o a casa.

L'ultima domanda: non pensi che crescere in una cittadina di provincia possa essere penalizzante per chi punta alla professione di modello?

Anche Coppi era di Novi, eppure è diventato un mito. E, in ogni caso, io amo Novi, mi sono sempre impegnato per la mia città, anche attraverso la mia arte, come la realizzazione di opere in cioccolato che ne parlano, dalla Torre alla bici di Coppi. Non me ne andrei mai da qui.