Martedì 17 Maggio 2022

Calcio - Serie B

Alessandria - Cittadella, sfida al 'modello'

Longo: "Per noi fondamentale mettere basi solide in questo campionato. Ci darebbe chance per il futuro"

Alessandria - Cittadella, sfida al 'modello'

Più soluzioni per Longo a centrocampo (foto Diego Petrussi)

ALESSANDRIA - Studiare per imparare. Il "modello Cittadella" lo merita, perché una semifinale e due finali per salire in A sono il risultato di un percorso che, dopo la prima promozione e la discesa in C, ha saputo ripartire e tornare subito in B. "Ogni anno cambia alcuni  elementi, ma conserva una identità molto forte e la stessa fisionomia e mentalità". E Moreno Longo sa anche a chi vanno i meriti. "Non me ne vogliano giocatori e allenatori, e la società, ma questo consolidamento è, soprattutto, opera di Stefano Marchetti, il direttore sportivo. A me ricorda molto ciò che fece Sartori al Chievo, portandolo fino ad un passo dall'Europa".

Perché è importante mettere in evidenza chi sa costruire. Anche con cifre contenute: i numeri dicono che pure in questa stagione il Cittadella ha il budget più basso di tutti i venti club, e pur con partenze, e arrivi, e un nuovo tecnico, il prodotto finale è sempre di livello alto.

Si chiama consolidamento, quello che anche l'Alessandria insegue, e che passa dalla salvezza. "Sappiamo bene quanto conterebbe mettere le basi in questo campionato - sottolinea Longo -  e poi crescere in B. Ben consapevoli, fin dal primo giorno, che sarebbe stata una stagione molto difficile, ma se ben sfruttata ci potrebbe dare grandi prospettive per il futuro". Salvarsi per crescere, studiando chi, il Cittadella, lo ha fatto prima e lo sta facendo bene.

Pordenone - Alessandria

La fatica del trittico

Domenica (20.30) si concluderà un trittico iniziato molto bene, con la miglior prestazione dell'anno, contro la Cremonese, ma proseguito male contro il Pordenone. "Nessuno ha sottovalutato l'avversario, lo ribadisco, e lo dimostra anche l'approccio, aggressivo. Poi, spesso, anche gli episodi pesano: abbiamo creato due occasioni per sbloccare il risultato, alla prima discesa loro abbiamo subito. In quel momento sarebbe servita una maturità diversa nella reazione, senza disunirci, continuando a giocare con ordine e tranquillità. Invece - insiste Longo - ci siamo fatti condizionare dalla tensione, che toglie lucidità".

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C'è, poi, un altro 'limite' che il tecnico evidenzia. "Non siamo una squadra che ama giocare ogni 48/72 ore: perché questi ritmi serrati richiedono una rosa profonda, per avere più soluzioni. e poi, ce lo siamo detti spesso, noi dobbiamo sempre giocare al 100 per cento, tutti, e questo non è possibile se gli impegni sono ogni tre giorni. Abbiamo bisogno di recuperare energie nervose, perché se si abbassano il rischio di andare in difficoltà è concreto".

Mustacchio, c'è fiducia

Neppure avere 24 ore in più rispetto ai prossimi avversari può essere un vantaggio. "Contro il Como il Cittadella ha alternato i giocatori in più di un ruolo. Mi aspetto, domenica, uomini freschi, poco o per nulla utilizzati  mercoledì sera. Noi abbiamo lavorato per recuperare: vogliamo, e dobbiamo, giocarci la gara al massimo delle possibilità".

Dall'infermeria sono ormai definitivamente usciti Ba e Bruccini, che hanno aggiunto allenamenti con il gruppo. "Stanno ritrovando il ritmo squadra, anche nei tempi, nella posizione e nelle giocate. Il ritmo partita, invece, si trova solo giocando". Ed è possibile, per entrambi, un utilizzo, anche solo part time, come alternative a Casarini e Milanese. C'è fiducia anche per il recupero di Mustacchio, contro il Pordenone uscito alla fine del primo tempo per un fastidio alla schiena, effetto di una botta. "C'è ancora la rifinitura, ma le possibilità di averlo a disposizione sono tante". Non ancora, invece, Mantovani, "che potrebbe aggregarsi all'inizio della prossima settimana.

Pordenone AlessNDRIA

Duelli da vincere

Di fronte due squadre che si assomigliano. "Il Cittadella fa dell'aggressività e dell'intensità valori fondamentali: raramente i granata si disuniscono, sono molto compatti, recuperano palla anche nella metacampo avversaria e attaccano subito la profondità. Anche noi, però - insiste Longo - aggrediamo e dovremo avere reattività e velocità di pensiero per anticipare le loro giocate e uscire da spazi stretti. Sarà una partita di grandi duelli, soprattutto a centrocampo".

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