Alessandria, il presidio davanti al Tribunale per il processo Solvay: rinvio a giugno
L’udienza davanti al Gup è stata rinviata: fissate due udienze a giugno. Gli attivisti criticano fortemente l’atteggiamento di Regione e…
ALESSANDRIA – Caso Solvay ad Alessandria, udienza filtro rinviata al 1° marzo 2027.
Il procedimento per disastro ambientale colposo a carico di due ex dirigenti del polo chimico di Spinetta Marengo slitta per un impedimento legato al giudice titolare. Nel processo restano costituiti enti, associazioni e cittadini.
Alessandria, il presidio davanti al Tribunale per il processo Solvay: rinvio a giugno
L’udienza davanti al Gup è stata rinviata: fissate due udienze a giugno. Gli attivisti criticano fortemente l’atteggiamento di Regione e…
Slitta al 1° marzo 2027 l’udienza filtro del processo legato al caso Solvay di Spinetta Marengo, che vede imputati due ex dirigenti del polo chimico con l’accusa di disastro ambientale colposo.
La nuova data è stata fissata a seguito di un impedimento legato al giudice titolare del procedimento.
Al centro del procedimento ci sono Stefano Bigini, 62 anni, direttore dello stabilimento dal 2008 fino al dicembre 2018, e Andrea Diotto, 47 anni, dal gennaio 2013 direttore dell’Unità di produzione fluidi e, dal settembre 2018 all’ottobre 2023, direttore dello stabilimento.
Nei loro confronti la Procura di Alessandria ha formulato l’ipotesi d’accusa di disastro ambientale colposo.
Secondo l’impostazione accusatoria, vi sarebbero state omissioni colpose che avrebbero contribuito ad aggravare una situazione ambientale già particolarmente delicata. I fatti contestati risalgono a partire dal dicembre 2015.
L’inchiesta era stata condotta dalla Procura alessandrina con il procuratore capo Enrico Cieri e la sostituta Eleonora Guerra. L’accusa nel procedimento è rappresentata da Enrico Arnaldi Di Balme.
Nel procedimento restano costituite numerose parti civili. Tra queste ci sono il Wwf, rappresentato dagli avvocati Vittorio Spallasso e Laura Pianezza, e Legambiente nazionale, assistita dall’avvocata Cristina Carola Giordano.
Sono inoltre presenti il circolo Legambiente di Ovada, la Cgil Alessandria, diversi cittadini, la Regione Piemonte e il Ministero dell’Ambiente.
La Regione Piemonte, assistita dall’avvocato Alessandro Mattioda, aveva spiegato che la rinuncia alla costituzione di parte civile potrà avvenire soltanto dopo il rilascio, da parte della Provincia di Alessandria, dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, con precisi impegni dell’azienda sul percorso di dismissione dei Pfas.
Dopo il rinvio a giudizio, l’azienda aveva diffuso una nota ribadendo il proprio impegno sul fronte ambientale e sul futuro dello stabilimento di Spinetta Marengo.
Syensqo aveva sottolineato come la tutela dell’ambiente, la sicurezza delle persone e lo sviluppo sostenibile del territorio continuino a guidare le attività e gli investimenti sul sito, richiamando gli interventi di monitoraggio, messa in sicurezza e innovazione industriale già avviati.
L’azienda aveva inoltre confermato la propria collaborazione con le autorità competenti e precisato che gli interventi ambientali e gli impegni assunti sul territorio proseguiranno indipendentemente dall’evoluzione del procedimento giudiziario.
Con il rinvio dell’udienza al 1° marzo 2027, il procedimento giudiziario sul caso Solvay di Alessandria registra dunque un nuovo slittamento. La vicenda resta al centro dell’attenzione anche per le questioni ambientali legate al polo chimico di Spinetta Marengo e, in particolare, al tema dei Pfas.