Anziani, la Garante Ferrari (Alessandria) propone cohousing e servizi anti-solitudine
Società
Marcello Feola   
2 Novembre 2026
ore
15:26 Logo Newsguard
L'impegno

Anziani, la Garante Ferrari (Alessandria) propone cohousing e servizi anti-solitudine

Via libera in Commissione al Piano regionale 2026-2028. La Garante degli Anziani di Alessandria chiede più attenzione all’isolamento sociale

ALESSANDRIA – Contrastare la solitudine degli anziani, rafforzare i servizi di prossimità e sperimentare nuove forme di abitare condiviso. Sono le priorità indicate da Paola Ferrari, Garante degli Anziani del Comune di Alessandria. Nell’ambito del confronto sul Piano regionale per l’Invecchiamento Attivo 2026-2028.

Il documento, presentato dalla Giunta piemontese, ha ottenuto il parere favorevole a maggioranza della quarta Commissione regionale, presieduta da Luigi Icardi. A illustrarlo è stato l’assessore al Welfare Maurizio Marrone.

Il Piemonte punta sull’invecchiamento attivo

Il Piano dà attuazione alla legge regionale 17/2019 e punta a valorizzare gli anziani non soltanto come destinatari di assistenza. Ma, anche, come persone capaci di contribuire alla vita sociale ed economica attraverso esperienze e competenze. Durante l’esame sono emerse osservazioni relative alle risorse disponibili, alle Palestre della salute, al coinvolgimento delle Aziende pubbliche di servizi alla persona. E all’accessibilità delle informazioni. Alcune proposte potranno essere recepite attraverso emendamenti in Aula.

Tra i contributi presentati figura quello della Garante alessandrina, che richiama l’attenzione sull’isolamento sociale. Un problema che può interessare anche persone autosufficienti e residenti nella propria abitazione, ma progressivamente prive di relazioni e punti di riferimento.

Ferrari propone di sperimentare il cohousing senior, con alloggi indipendenti, spazi comuni e servizi condivisi. Una soluzione che potrebbe favorire l’autonomia personale e, contemporaneamente, le occasioni di socializzazione. Il Piemonte, secondo la proposta, potrebbe diventare un territorio pilota, anche attraverso il recupero di immobili inutilizzati e la collaborazione tra enti pubblici, associazioni e terzo settore.

Una rete di servizi di prossimità

La Garante chiede inoltre di rafforzare il collegamento tra Comuni, servizi sociosanitari, volontariato e realtà di quartiere. Tra gli strumenti suggeriti figurano telefonate periodiche, accompagnamento, trasporto sociale e punti di ascolto, per individuare tempestivamente le situazioni di fragilità.

L’obiettivo è affiancare all’assistenza una strategia capace di garantire agli anziani non soltanto la possibilità di vivere nella propria casa, ma anche quella di continuare a sentirsi parte della comunità.

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