Santi Simone e Giuda Taddeo, gli apostoli uniti dalla fede e dal martirio
Tra i discepoli meno conosciuti di Gesù, secondo la tradizione portarono il Vangelo fino in Persia, dove affrontarono insieme la morte
ALESSANDRIA – Il 28 ottobre la Chiesa celebra i Santi Simone e Giuda Taddeo. Due dei dodici apostoli di Gesù, accomunati dalla predicazione e, secondo la tradizione, dal martirio. Pur essendo tra i discepoli meno conosciuti, occupano un posto importante nella storia del cristianesimo delle origini.
Le notizie sulla loro vita sono frammentarie e spesso intrecciate a racconti tramandati nei secoli. Entrambi vengono ricordati come testimoni della fede, impegnati a diffondere il messaggio cristiano oltre i confini della Palestina.
Simone, l’apostolo detto lo Zelota
Nei Vangeli, Simone è chiamato lo Zelota o il Cananeo, appellativi che lo distinguono da Simon Pietro. La sua identità rimane in parte misteriosa. Alcune tradizioni lo identificano con un parente di Gesù, mentre altre lo collegano a personaggi ricordati nelle Scritture.
Secondo antichi racconti, dopo la Pentecoste avrebbe predicato in diverse regioni orientali, fino a raggiungere la Persia, dove avrebbe incontrato Giuda Taddeo.
Giuda Taddeo non deve essere confuso con Giuda Iscariota, l’apostolo che tradì Gesù. Proprio questa omonimia contribuì, soprattutto nel Medioevo, a rendere meno diffusa la sua devozione. Secondo la tradizione, Giuda Taddeo era legato da rapporti di parentela alla famiglia di Gesù, anche se le ricostruzioni storiche non sono concordi.
Dopo aver seguito Cristo, avrebbe annunciato il Vangelo in Galilea, Samaria, Siria, Armenia e Persia, contribuendo alla diffusione del cristianesimo.
Il martirio in Persia
La tradizione racconta che Simone e Giuda Taddeo predicarono insieme in Persia, ottenendo numerose conversioni.
La loro attività avrebbe provocato l’ostilità delle autorità religiose locali. Arrestati e condotti in un tempio pagano, si sarebbero rifiutati di rinnegare Cristo e di venerare le divinità pagane. Per questo sarebbero stati uccisi, affrontando il martirio insieme. Si tratta di una narrazione agiografica, le cui circostanze non sono storicamente documentate con certezza.
Le reliquie attribuite a Simone e Giuda Taddeo sono venerate nella Basilica di San Pietro, in Vaticano. La Chiesa li ricorda insieme il 28 ottobre, celebrandone la testimonianza di fede e la missione apostolica.
San Giuda Taddeo è inoltre particolarmente venerato come patrono delle cause difficili e disperate, una devozione ancora oggi molto diffusa.