San Michele: carcere, scatta l’operazione 41-bis
Trasferimenti iniziati sabato, questa mattina nuovi mezzi della Polizia penitenziaria davanti al carcere. Venerdì l’allarme del sindacato sulla riorganizzazione dei servizi.
SAN MICHELE – Carcere di San Michele, continuano gli arrivi dei detenuti al 41-bis: mezzi della Penitenziaria e traffico rallentato.
Dopo le indiscrezioni sull’arrivo di detenuti in regime di massima sicurezza, da sabato sono cominciati i trasferimenti. Questa mattina nuovi mezzi della Polizia penitenziaria davanti alla casa di reclusione. Venerdì avevamo raccolto l’allarme del sindacato sulla futura organizzazione dei servizi.
Continuo movimento di mezzi
I trasferimenti sono iniziati nella giornata di ieri, sabato, e stanno proseguendo anche questa mattina. Davanti al carcere di San Michele si registra un continuo movimento di mezzi della Polizia penitenziaria, con rallentamenti alla circolazione nella zona dovuti alle operazioni in corso.
È il primo segnale visibile del nuovo assetto che si starebbe preparando all’interno della casa di reclusione.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali sui numeri, sulla provenienza dei detenuti o sull’organizzazione della nuova sezione. Ma l’avvio dei trasferimenti, cominciato sabato e proseguito questa mattina con l’arrivo di diversi mezzi della Polizia penitenziaria, conferma che all’interno dell’istituto è in corso la fase di riorganizzazione.
Qual è il futuro modello di organizzazione?
Già sul giornale di venerdì avevamo dato conto delle preoccupazioni espresse dall’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria. Luciano Giglio aveva sottolineato come le organizzazioni sindacali e gli stessi addetti ai lavori non avessero ricevuto informazioni né fossero stati coinvolti nella definizione del futuro modello organizzativo.
«La nostra preoccupazione riguarda proprio la mancanza di una condivisione preventiva del modello organizzativo – aveva spiegato Giglio –. Quando cambia la tipologia di detenuti e quindi il livello di sicurezza, deve necessariamente cambiare anche l’organizzazione del lavoro».
Secondo il sindacato, l’apertura di una sezione destinata a detenuti sottoposti a un regime di maggiore sicurezza comporterà infatti una revisione dei posti di servizio, con la necessità di rafforzare alcuni settori e di affidarne altri a personale specializzato.
Giglio aveva inoltre precisato di comprendere la necessità del massimo riserbo su una questione così delicata, contestando però la mancata apertura di un confronto preventivo con i rappresentanti dei lavoratori. Il timore espresso dal sindacato era quello di arrivare all’apertura della nuova sezione senza indicazioni chiare sulle modalità operative e sull’impiego del personale.
L’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria aveva quindi chiesto alla direzione del carcere di San Michele una convocazione in tempi rapidi.
Ora, con i trasferimenti iniziati sabato e il movimento di mezzi che continua anche nella mattinata di oggi, la questione entra nella sua fase operativa. Resta da chiarire ufficialmente quale sarà la destinazione della nuova sezione, quanti detenuti accoglierà e soprattutto quale organizzazione dei servizi verrà predisposta per garantire i livelli di sicurezza richiesti dal nuovo assetto del carcere.