Sant’Antonio Maria Claret, il missionario che dedicò la vita ai poveri e alla fede
Società
Marcello Feola   
24 Ottobre 2026
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Santo del giorno

Sant’Antonio Maria Claret, il missionario che dedicò la vita ai poveri e alla fede

Dalla Catalogna a Cuba, fino alla corte di Spagna: la storia del sacerdote e vescovo che fondò i Missionari Clarettiani. Fu canonizzato da Pio XII nel 1950

ALESSANDRIA – Il 24 ottobre la Chiesa celebra Sant’Antonio Maria Claret, vescovo spagnolo, missionario e fondatore della Congregazione dei Figli del Cuore Immacolato di Maria, conosciuti come Missionari Clarettiani. Una vita segnata dalla predicazione, dall’impegno verso i più poveri e da una profonda devozione alla Vergine.

Nato il 23 dicembre 1807 a Sallent, nei pressi di Barcellona, crebbe in una famiglia numerosa e profondamente religiosa. Fin da giovane lavorò come tessitore nell’attività paterna, ma sentiva di essere chiamato al sacerdozio.

La vocazione e le missioni

Nel 1829 entrò nel seminario di Vich e nel 1835 fu ordinato sacerdote. Desideroso di partire per le missioni, raggiunse Roma e iniziò un percorso nella Compagnia di Gesù, interrotto però da problemi di salute.

Tornato in Spagna, si dedicò alla predicazione in Catalogna e nelle Isole Canarie. Viaggiava prevalentemente a piedi, portando con sé la Bibbia e il breviario, conquistando grande seguito grazie alla forza delle sue parole e alla semplicità della sua vita.

Nel 1849 fondò i Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, congregazione destinata a diffondersi in numerosi Paesi.

Arcivescovo a Cuba

La svolta arrivò nel 1851, quando raggiunse Cuba come arcivescovo di Santiago. Trovò una diocesi in difficoltà, con poche risorse, chiese trascurate e un clero bisognoso di formazione.

Avviò un’intensa opera di riorganizzazione religiosa, visitando anche le comunità più isolate e impegnandosi nell’assistenza alle persone in condizioni di povertà. La sua attività suscitò tuttavia forti opposizioni: durante una visita a Holguín rimase ferito in un attentato.

Nel 1855, insieme a Maria Antonia París, contribuì alla fondazione delle Religiose di Maria Immacolata, conosciute come Missionarie Clarettiane.

Confessore della regina di Spagna

Nel 1857 fu richiamato a Madrid dalla regina Isabella II, che lo volle come confessore. Continuò a dedicarsi alla predicazione, ma le vicende politiche della monarchia lo coinvolsero direttamente. Nel 1868 seguì la sovrana in esilio a Parigi. Partecipò successivamente al Concilio Vaticano I, sostenendo la dottrina dell’infallibilità pontificia.

Gli ultimi mesi della sua vita trascorsero nel monastero di Fontfroide, vicino a Narbona, in Francia, dove morì il 24 ottobre 1870. Fu proclamato santo da Papa Pio XII l’8 maggio 1950.

La sua eredità continua attraverso le congregazioni missionarie da lui fondate, impegnate nell’evangelizzazione, nell’educazione e nell’assistenza alle comunità più fragili.

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