Apu di Alessandria, il Giudice di Pace conferma la regolarità del sistema
La sentenza sull’opposizione a dieci verbali riconosce la legittimità dell’impianto e della segnaletica. Accolto invece il ricorso sul cumulo delle sanzioni. Abonante: «Il Comune non impugnerà questa parte della decisione»
ALESSANDRIA – Il sistema di controllo degli accessi all’Area Pedonale Urbana di Alessandria è legittimo, sia sotto il profilo tecnico sia per quanto riguarda la segnaletica. È quanto emerge, secondo il Comune, dalle motivazioni depositate dal Giudice di Pace di Alessandria in una sentenza relativa all’opposizione ai verbali elevati dalla Polizia Locale per accessi non autorizzati all’Apu.
Il giudice ha riconosciuto la legittimità dell’omologazione del dispositivo BARBICAN-A5 e la conformità degli apparecchi installati al prototipo omologato. Questo, sulla base del Certificato di Verifica e Dichiarazione di Conformità e del verbale di sopralluogo.
Segnaletica ritenuta regolare
La decisione, riferisce Palazzo Rosso, riconosce inoltre la regolarità e la chiarezza della segnaletica ai varchi, compreso il pannello a messaggio variabile «APU ATTIVA / APU CLOSED».
Ritenuti regolari anche i preavvisi che indicano la direzione alternativa, giudicati conformi alle Linee guida ministeriali.
La sentenza assume particolare rilievo nel dibattito che nelle ultime settimane ha accompagnato l’Area Pedonale Urbana di Alessandria. Oggetto di critiche e prese di posizione da parte di commercianti, associazioni e forze politiche.
Accolto il ricorso sulle multe cumulate
Diversa la valutazione sul cumulo delle sanzioni. Il Giudice di Pace ha ritenuto unitaria la condotta contestata e ha quindi rideterminato la somma dovuta in 74,10 euro, comprese le spese di notifica, al posto dei dieci verbali originariamente elevati.
Su questo punto il Comune ha deciso di non presentare ricorso.
«Siamo soddisfatti che il giudice abbia certificato che tutto l’impianto APU, compresa la segnaletica dei varchi e quella di preavviso, rispetti la legge nazionale e le regole ministeriali», commenta il sindaco Giorgio Abonante.
Abonante: «L’APU non serve a fare cassa»
Il primo cittadino annuncia di avere dato mandato affinché il Comune non impugni la parte della sentenza relativa al cumulo delle sanzioni, salvo la necessità di resistere nel caso di un eventuale ricorso della controparte.
«L’APU non è stata pensata per essere uno strumento oppressivo nei confronti delle persone né per fare cassa – conclude Abonante –. Serve invece a creare uno spazio di socialità vivibile per chi vuole fruirne e per chi ci abita».