Alessandria, la videochiamata del “finto carabiniere”: la vittima scopre la truffa
Cronaca
Monica Gasparini   
6 Ottobre 2026
ore
14:53 Logo Newsguard
L'operazione

Alessandria, la videochiamata del “finto carabiniere”: la vittima scopre la truffa

La vittima si insospettisce e non apre la porta al giovane che si era presentato come carabiniere. Il raggiro era iniziato con una videochiamata WhatsApp e il pretesto di controllare i preziosi custoditi in casa. Le indagini della Squadra Mobile portano alla denuncia di due uomini.

ALESSANDRIA – Alessandria, tentata truffa con il metodo del finto carabiniere: denunciati due uomini. La vittima non ha fatto entrare in casa il presunto carabiniere e ha minacciato di chiamare le vere forze dell’ordine. Le informazioni fornite alla Polizia hanno contribuito all’individuazione di due soggetti. 

La dinamica del colpo

Due uomini sono stati denunciati dalla Polizia di Stato per una tentata truffa aggravata ad Alessandria, messa in atto con il cosiddetto metodo del “finto carabiniere”. A darne notizia è la Questura di Alessandria.

Negli scorsi giorni, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Alessandria hanno deferito all’Autorità Giudiziaria due uomini in relazione all’episodio.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, il tentativo di truffa avrebbe seguito un copione ormai noto. Le vittime sarebbero state contattate con il pretesto di un furto di preziosi commesso utilizzando un’automobile la cui targa risultava intestata proprio all’ignaro interlocutore. Da qui la richiesta di effettuare con urgenza un controllo sui preziosi custoditi nell’abitazione.

La videochiamata WhatsApp con l’immagine di un uomo in divisa

In questo caso, però, i truffatori avrebbero utilizzato un accorgimento particolare per rendere più credibile il raggiro. Il contatto è infatti avvenuto anche attraverso una videochiamata su WhatsApp e l’immagine del profilo associata al contatto mostrava un uomo in divisa.

Secondo la ricostruzione della Questura, tale espediente sarebbe stato finalizzato a rafforzare nelle vittime la convinzione di essere realmente in contatto con appartenenti alle forze dell’ordine.

La truffa, fortunatamente, non è stata portata a termine. Quando un uomo si è presentato a casa della vittima, infatti, non gli è stato consentito di entrare nell’abitazione.

A insospettire la vittima sarebbero state la giovane età del presunto carabiniere e il fatto che l’uomo si fosse presentato senza indossare una divisa. A quel punto la vittima ha riferito che avrebbe contattato direttamente le vere forze dell’ordine.

Le indicazioni della vittima e le indagini della Squadra Mobile

Le informazioni raccolte, tra cui la descrizione dell’uomo presentatosi presso l’abitazione e quella del veicolo intravisto, hanno consentito agli investigatori della Squadra Mobile di arrivare a due soggetti italiani, entrambi con precedenti specifici.

I due sono stati quindi deferiti all’Autorità Giudiziaria per tentata truffa aggravata. Secondo quanto riferito dalla Questura di Alessandria, gli stessi soggetti sono stati arrestati alcuni giorni dopo in un’altra provincia del Nord Italia per il medesimo reato.

La Polizia di Stato torna così a richiamare l’attenzione sull’importanza di contattare tempestivamente il 112 NUE quando si ricevono richieste sospette da persone che si qualificano come professionisti o appartenenti alle forze dell’ordine. Una segnalazione immediata può contribuire sia a impedire che la truffa venga portata a termine sia all’individuazione dei presunti responsabili.

Il comunicato è stato diffuso dalla Questura per il pubblico interesse connesso alle attività svolte in materia di pubblica sicurezza.

Si ricorda che per le persone coinvolte vale il principio della presunzione di innocenza e che la responsabilità penale può essere accertata definitivamente soltanto con sentenza passata in giudicato.

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