Autonomia differenziata, Molinari: «Per il Piemonte il traguardo finale non è lontano»
Il capogruppo della Lega alla Camera commenta l’approvazione degli schemi d’intesa in Consiglio regionale: «Bene le prime quattro materie, ma vogliamo ottenere di più». E rilancia l’obiettivo dello Stato federale
ROMA – «Un altro importante passo in avanti verso il traguardo finale». Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera e segretario regionale del partito, commenta così il passaggio in Consiglio regionale degli schemi di intesa sull’autonomia differenziata del Piemonte.
Il provvedimento riguarda protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica. Tutte materie indicate anche nella documentazione ufficiale del Consiglio regionale.
«Un Piemonte più forte e libero di decidere»
Per Molinari l’obiettivo è arrivare a «un Piemonte più forte e libero di decidere il proprio cammino» nelle competenze oggetto del percorso autonomistico. Il parlamentare leghista rivolge quindi un riconoscimento all’assessore regionale Enrico Bussalino, al capogruppo Fabrizio Ricca, al presidente della Commissione Autonomia Andrea Cerutti, al gruppo consiliare della Lega, al presidente Alberto Cirio e alla maggioranza di centrodestra.
Il percorso sull’autonomia ha attraversato nelle ultime settimane anche una fase di consultazione in VII Commissione. Con audizioni che hanno coinvolto, tra gli altri, Università del Piemonte Orientale, organizzazioni sindacali e Comitato No Autonomia Differenziata.
Molinari rilancia sullo Stato federale
Per il segretario piemontese della Lega, tuttavia, le competenze attualmente interessate rappresentano soltanto una parte dell’obiettivo politico del partito. «Bene le prime quattro materie di oggi, importanti. Ma il nostro obiettivo è ottenere molto di più nella prossima legislatura e il traguardo rimane quello dello Stato federale».
Secondo il parlamentare, l’autonomia differenziata non rappresenterebbe un vantaggio esclusivamente per le Regioni del Nord. Ma potrebbe favorire i territori capaci di amministrare efficacemente le proprie competenze.
Molinari sostiene infine che per il Piemonte sia necessario raggiungere anche un riequilibrio finanziario. Indicando in circa 10 miliardi di euro l’anno il residuo fiscale regionale nei confronti dello Stato.