Sant’Alberto di Gerusalemme, il 14 settembre si celebra il patriarca e legislatore dei Carmelitani
Uomo ricordato per saggezza e capacità di governo, fu vescovo di Vercelli e poi Patriarca latino di Gerusalemme. La sua opera segnò profondamente la storia dell'Ordine carmelitano
ALESSANDRIA – Il 14 settembre la Chiesa ricorda Sant’Alberto, patriarca di Gerusalemme. Una figura legata in modo particolare alla storia dei Carmelitani e ricordata per la saggezza dimostrata durante il suo ministero. Nel 1185 Alberto divenne vescovo di Vercelli, incarico che precedette la sua nomina a Patriarca latino di Gerusalemme. La sua figura acquistò particolare importanza grazie all’opera svolta nei confronti della comunità religiosa che avrebbe dato origine all’Ordine carmelitano.
Sant’Alberto intervenne sulla Regola carmelitana, dando forma a principi e scelte destinate ad avere un’influenza duratura nei secoli successivi. Il suo contributo alla vita dei Carmelitani è rimasto uno degli aspetti centrali della sua eredità, facendo del patriarca un punto di riferimento nella storia dell’Ordine. La tradizione ne conserva l’immagine di un uomo capace di unire saggezza, disciplina e responsabilità pastorale.
La morte violenta
La vita di Sant’Alberto ebbe una conclusione tragica. Secondo quanto tramandato, fu ucciso per vendetta dal capo degli Ospitalieri dello Spirito Santo, che Alberto aveva precedentemente allontanato a causa della sua cattiva condotta. La sua memoria resta legata soprattutto all’attività pastorale e al ruolo avuto nello sviluppo della spiritualità carmelitana.