Alessandria: carcere Don Soria, Avs lancia l’allarme, «situazione insostenibile»
Al centro delle preoccupazioni di Avs le condizioni strutturali del carcere, che ospita attualmente 255 detenuti, ma anche le difficoltà sul fronte del personale e dell’assistenza sanitaria.
ALESSANDRIA – Carcere Don Soria di Alessandria, Avs: «Situazione insostenibile».
«La situazione nel carcere Don Soria di Alessandria è insostenibile». È la denuncia di Alleanza Verdi e Sinistra (Alice Ravinale e Giulia Marro) dopo un sopralluogo nell’istituto penitenziario, effettuato a sette mesi dall’ultima visita.
Al centro delle preoccupazioni di Avs ci sono innanzitutto le condizioni strutturali del carcere, che ospita attualmente 255 detenuti, ma anche le difficoltà sul fronte del personale e dell’assistenza sanitaria.
Particolare attenzione viene posta sulla presenza del SerD, giudicata insufficiente rispetto all’elevato numero di detenuti con problemi di tossicodipendenza. Avs segnala inoltre un largo ricorso agli psicofarmaci e difficoltà nella presa in carico delle persone con problemi psichiatrici. Sul tema dell’assistenza sanitaria è stata annunciata un’interrogazione in Consiglio regionale.
Secondo Avs, le condizioni del Don Soria rendono inoltre difficile garantire adeguate attività trattamentali e di riabilitazione. Nel corso della visita la delegazione ha incontrato anche numerosi giovani adulti, in larga parte magrebini, alle prese, riferiscono gli esponenti politici, con lunghe attese burocratiche e un sistema che fatica a fornire risposte.
“Serve Consiglio regionale aperto”
Il sopralluogo arriva mentre torna drammaticamente d’attualità il tema dei suicidi nelle carceri piemontesi, dopo i recenti casi registrati a Verbania e Biella.
Avs torna quindi a chiedere la convocazione di un Consiglio regionale aperto sulla situazione delle carceri in Piemonte, richiesta avanzata già a febbraio. Dure le critiche rivolte alla garante regionale dei detenuti Monica Formaiano e al presidente della Regione Alberto Cirio, accusati di non aver dato risposte adeguate alle criticità del sistema penitenziario.
«La Regione non può continuare a far finta di non vedere», è la posizione di Avs, che richiama anche la condanna dell’Italia pronunciata a luglio dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per la morte di Antonio Raddi.