Alessandria, a Palatium Vetus c’è “Nebbie, storie e memorie”
Il sindaco Giorgio Abonante all'inaugurazione della mostra
Cultura & Spettacoli, Eventi
Giulia Bocchio   
31 Agosto 2026
ore
13:40 Logo Newsguard
La mostra

Alessandria, a Palatium Vetus c’è “Nebbie, storie e memorie”

Fino all'8 novembre gli scatti di Fabio Menino Hofmann "dialogano" con Umberto Eco e le suggestioni della Misteriosa fiamma della regina Loana

ALESSANDRIA – È stata inaugurata oggi a Palatium Vetus, “Nebbie, storie, memorie. Lo sguardo sul Monferrato di Fabio Menino Hofmann e le suggestioni di Umberto Eco”, la mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria nel decennale della scomparsa dello scrittore e visitabile fino all’8 novembre.

Curato da Stefano Salis, giornalista del Sole 24 Ore, su un’idea di Pietro Mercogliano, il percorso mette in dialogo oltre quaranta fotografie analogiche di Menino Hofmann con citazioni, libri, dischi, oggetti e musica legati alla Misteriosa fiamma della regina Loana. Al centro, la nebbia: elemento visivo ma soprattutto figura della memoria, del disvelamento e di ciò che riaffiora.

Fotografia analogica

Torinese di nascita e monferrino d’adozione, fotografo professionista e vincitore del primo premio nella categoria “Fotografia analogica – paesaggio” alla ventunesima edizione degli International Photography Awards di Los Angeles, Menino Hofmann ha fatto dell’analogico una scelta non soltanto tecnica ma quasi etica. La pellicola impone una disciplina dello sguardo incompatibile con l’accumulo: costringe a scegliere e aspettare.

«I numeri e i luoghi per contenerli stanno sottraendo spazio vitale ai sentimenti e alle insicurezze umane», osserva il fotografo. «In un contesto siffatto, una semplice nebbia può essere da stimolo per ritrovare contatto con l’ignoto tramite la pratica dell’immaginazione e questo Eco lo sapeva bene».

Gli scatti di Menino Hofmann a Palatium Vetus

Il filo conduttore

Per Paolo Arrobbio, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, il decennale della scomparsa di Eco è prima di tutto l’occasione per riaffermare il legame dello scrittore con Alessandria e il suo territorio. «Come Presidente della Fondazione, sento in modo particolare il valore di questo momento: non si tratta soltanto di ricordare un grande intellettuale, ma di condividere con la comunità un percorso di memoria, riconoscenza e appartenenza».

«Custodire la memoria significa comprendere meglio il presente e trasmettere alle nuove generazioni il valore delle nostre radici», osserva ancora Arrobbio. La mostra diventa così «un invito al dialogo tra generazioni: un patrimonio condiviso che parla a tutti e rafforza il senso di appartenenza alla comunità».

Anche per Stefano Eco, presidente della Fondazione Umberto Eco, il Monferrato occupa nell’opera dello scrittore un doppio statuto: «È insieme geografia reale e territorio della memoria: il luogo delle origini e degli affetti, ma anche uno spazio continuamente trasformato dalla letteratura». Da Baudolino al Pendolo di Foucault, fino alla Regina Loana, il paesaggio viene riscritto e abitato da storie.

La mostra, dedicata a Luciano Mariano, sarà visitabile da oggi fino all’8 novembre a Palatium Vetus, il sabato e la domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’ingresso è libero e gratuito; le visite possono essere prenotate al 347 80 95 172 o all’indirizzo didattica.fondazionecral@gmail.com.

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