Spinetta: Pro Natura, «no alla nuova discarica, troppe criticità ambientali e sanitarie»
Palazzo Ghilini, sede dell'Amministrazione provinciale
Cronaca
Monica Gasparini   
28 Agosto 2026
ore
08:15 Logo Newsguard
Dossier Spinetta

Spinetta: Pro Natura, «no alla nuova discarica, troppe criticità ambientali e sanitarie»

Una lunga memoria inviata dall'associazione alessandrina alla Provincia in vista della Conferenza dei Servizi di questa mattina: analizzati i pareri di diniego del Comune e le criticità rilevate dall'Arpa

ALESSANDRIA – Cava Bolla, Pro Natura Alessandria chiede alla Provincia di non autorizzare la nuova discarica. L’associazione presenta le proprie osservazioni in vista della Conferenza dei Servizi di questa mattina. «Si prenda atto delle criticità rilevate da Arpa e dell’incompatibilità urbanistica e idrogeologica espressa dal Comune». Nel mirino amianto, rischio alluvionale, falda, traffico e localizzazione dell’impianto.

Pro Natura Alessandria chiede alla Provincia di respingere il progetto della nuova discarica per rifiuti non pericolosi prevista nell’area di Cava Bolla, a Spinetta Marengo.. E di negare la Via e l’Aia richieste per l’impianto. E lo fa sulla base della documentazione (pubblica) e dei pareri non favorevoli espressi dal Comune e dall’Arpa.

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L’invito a prendere in esame le criticità

È questa la richiesta centrale contenuta nel memorandum che l’associazione ha predisposto in vista della seduta della Conferenza dei Servizi. Pro Natura invita la Provincia e gli enti coinvolti a prendere atto del parere di incompatibilità urbanistica e idrogeologica espresso dal Comune di Alessandria. E, anche, delle criticità sanitarie e ambientali rilevate da Arpa Piemonte.

L’associazione sollecita inoltre la ricerca di soluzioni alternative per i materiali provenienti dal cantiere dell’Hub intermodale di Alessandria. Indicando il trasporto ferroviario verso impianti già autorizzati e strutturati a livello regionale come alternativa alla realizzazione della nuova discarica.

Alla base della richiesta di diniego c’è un lungo elenco di questioni tecniche, ambientali, sanitarie e urbanistiche ricavate, sottolinea Fabrizio Boschetto di Pro Natura Alessandria, dall’esame dei pareri e delle note istruttorie degli enti.

Uno dei punti principali riguarda il possibile rilascio di fibre di amianto. Secondo quanto riportato dall’associazione sulla base delle osservazioni di Arpa, il proponente avrebbe calcolato la dispersione delle fibre su una media di 24 ore, mentre le attività operative sarebbero concentrate in dieci ore al giorno. Una scelta che, sostiene Pro Natura, porterebbe a sottostimare le concentrazioni durante l’effettivo periodo di attività. Nel documento viene citato il ricettore R10, a circa 50 metri, per il quale la simulazione sulle 24 ore raggiungerebbe 0,869 fibre per litro, vicino al valore di 1 f/L richiamato nel memorandum.

Vengono contestati anche l’utilizzo dei soli dati meteorologici del 2022, anziché di uno storico quinquennale, e le modalità previste per lo scarico dei materiali. Si richiama, in particolare, la mancata adozione del conferimento esclusivamente in contenitori sigillati o big-bags e cita i test di sfregamento sul pietrisco, che avrebbero rilevato amianto nelle polveri in concentrazioni comprese tra 4.220 e 9.970 milligrammi per chilogrammo.

Per il Comune, “area incompatibile”

Un secondo capitolo riguarda la compatibilità urbanistica e il rischio idrogeologico. L’area, ricorda l’associazione, ricade in Classe IIa di pericolosità geomorfologica e idrogeologica del Prgc e in Fascia C del Piano di Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino del Po. Pro Natura richiama quindi le osservazioni del Comune sull’incompatibilità della realizzazione di una nuova discarica nell’area.

A preoccupare è anche la configurazione finale dell’impianto, che, secondo il progetto, porterebbe alla formazione di un rilevato di rifiuti alto tra 12 e 16 metri rispetto al piano di campagna. Per l’associazione questa sorta di “collina” potrebbe costituire un ostacolo al deflusso delle acque in occasione delle piene della Bormida, con il rischio di modificare i flussi verso la vicina frazione Molinetto.

Nel memorandum vengono inoltre richiamate le distanze dalle abitazioni e dai ricettori sensibili e la vicinanza al pozzo idropotabile “Molinetto”. Contestazioni riguardano anche le caratteristiche tecniche della discarica.

Infine, l’associazione contesta l’assenza di una reale valutazione delle alternative localizzative, osservando che la disponibilità di un’area di proprietà non può rappresentare da sola il criterio per scegliere dove realizzare un impianto di smaltimento. Richiama inoltre la possibilità di utilizzare impianti autorizzati già esistenti,  e pone il problema del trasporto dei materiali su gomma, con il passaggio dei mezzi pesanti attraverso aree fortemente urbanizzate come il quartiere Cristo.

“Evitare nuovi impatti sulla popolazione”

Da qui la richiesta alla Conferenza dei Servizi: prendere atto delle criticità emerse e non autorizzare la nuova discarica di Cava Bolla. Per Pro Natura, la soluzione va cercata nell’utilizzo di impianti già autorizzati e nel trasporto su ferro dei materiali, evitando nuovi impatti sulla popolazione di Spinetta Marengo e sul territorio alessandrino.

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