Spinetta, rinnovata l’Aia di Syensqo: stop ai cC6O4 dal 2027 e limiti severi ai Pfas
Conclusa la Conferenza dei Servizi sul rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale. Provincia, Comune di Alessandria, Arpa Piemonte e Asl Al: introdotte prescrizioni più restrittive per emissioni, acque e monitoraggi sanitari
ALESSANDRIA – Si è conclusa oggi la Conferenza dei Servizi decisoria per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) dello stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo. Provincia e Comune di Alessandria, Arpa Piemonte e Asl Al hanno annunciato con un comunicato congiunto la definizione di un nuovo quadro prescrittivo. Che introduce misure significativamente più restrittive rispetto al passato, con particolare attenzione ai Pfas, alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Tra le principali novità figura la cessazione definitiva della produzione del cC6O4 nello stabilimento di Spinetta Marengo. Dal 1° gennaio 2027 il composto non potrà più essere prodotto. Sarà consentito esclusivamente l’utilizzo delle quantità residue già presenti nel sito per la realizzazione di due soli prodotti. Che peraltro rappresentano circa l’1% della produzione complessiva dello stabilimento e per i quali, allo stato attuale, non esistono alternative tecnologiche.
Il provvedimento stabilisce inoltre che, a regime, anche queste produzioni dovranno essere realizzate esclusivamente attraverso la tecnologia Nfs (Non-Fluoro-Surfactant).
Pfas: limiti più severi alle emissioni in atmosfera
Per la prima volta vengono fissati valori limite specifici per la sommatoria dei Pfas. Oltre a limiti dedicati per Pfoa e Pfos, applicati ai camini degli impianti che utilizzano o hanno utilizzato tensioattivi Pfas.
Il percorso previsto dall’AIA stabilisce una riduzione progressiva delle emissioni:
- Dal rilascio dell’autorizzazione il limite della somma dei Pfas sarà di 10 µg/Nmc.
- Dal 1° luglio 2027 il valore scenderà a 5 µg/Nmc.
- Per i camini non più interessati dall’utilizzo del cC6O4 il limite passerà a 1 µg/Nmc nel 2028, 0,5 µg/Nmc nel 2029 fino ad arrivare a 0,1 µg/Nmc entro il 1° luglio 2030.
Per i pochi punti emissivi ancora interessati dalla fase transitoria di utilizzo del cC6O4 sono previsti limiti intermedi. Fino al raggiungimento dello stesso valore finale di 0,1 µg/Nmc al termine dell’utilizzo del composto.
Per Pfoa, non più utilizzato da anni nello stabilimento, e Pfos, mai impiegato nel sito, vengono introdotti limiti estremamente restrittivi espressi in nanogrammi per metro cubo, destinati a diventare ancora più severi dal luglio 2029.
Rafforzate le prescrizioni sulle emissioni e sulle acque
Il nuovo provvedimento impone inoltre l’applicazione del livello minimo previsto dalle Bat (Best Available Techniques) per i composti fluorurati cancerogeni, pari a 1 mg/Nmc, valore normalmente richiesto agli impianti di nuova realizzazione.
Sono previsti anche ulteriori interventi sulle reti idriche interne dello stabilimento. Syensqo dovrà presentare un piano pluriennale di riqualificazione delle infrastrutture idriche interrate per incrementare la sicurezza, facilitare i controlli e migliorare il monitoraggio.
Per il fiume Bormida vengono introdotti valori obiettivo più restrittivi:
- cC6O4: 0,1 microgrammi per litro.
- Mfs/Adv: 0,05 microgrammi per litro.
Valutazione di impatto sanitario e monitoraggi affidati ad Arpa
Tra le nuove prescrizioni figura anche l’obbligo di predisporre una Valutazione di Impatto Sanitario (Vis). Il provvedimento disciplina inoltre un sistema di monitoraggio ambientale esterno, con particolare attenzione alla qualità dell’aria per Pfas e composti clorurati e fluorurati. Le attività di monitoraggio saranno affidate ad Arpa Piemonte, mentre gli oneri previsti saranno a carico del gestore dello stabilimento.
Secondo Provincia di Alessandria, Comune di Alessandria, Arpa Piemonte e Asl AL, il nuovo quadro autorizzativo rappresenta un significativo rafforzamento delle tutele ambientali e sanitarie rispetto al precedente.
Il provvedimento punta infatti sulla progressiva eliminazione del cC6O4, sulla riduzione delle emissioni, sul miglioramento della qualità delle acque. E, anche, sull’integrazione tra controlli ambientali e tutela della salute pubblica. Il tutto, nel rispetto dei principi di prevenzione, precauzione e miglioramento continuo previsti dalla disciplina dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.