Strage Cantalupo: Naimi patteggia 4 anni, urla fuori dall’aula
ALESSANDRIA - Strage di Cantalupo: Marouane Naimi, 23 anni, ha patteggiato 4 anni di detenzione domiciliare, con sospensione della patente di…
ALESSANDRIA – A quattro anni dal tragico incidente stradale al passaggio a livello di Cantalupo in cui persero la vita quattro giovani, un nuovo episodio riaccende tensioni e interrogativi. Due giorni fa è stato lanciato un ordigno rudimentale sul balcone dell’abitazione del giovane che era alla guida dell’auto coinvolta nella tragedia. L’esplosione ha provocato danni alle tapparelle e agli oggetti presenti sul balcone.
Sull’accaduto sono in corso le indagini delle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti anche gli specialisti della Scientifica. Che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio e raccogliere ogni elemento utile all’identificazione dei responsabili.
L’episodio assume un significato ancora più inquietante alla luce di quanto accaduto dopo l’incidente. Qualcuno incendiò l’autovettura del fratello del conducente. Un gesto interpretato fin da subito come una possibile intimidazione. Tuttavia, gli inquirenti (Carabinieri e Procura) non hanno mai reso noto l’esito delle indagini su quell’episodio, rimasto avvolto nel riserbo.
Ora questo nuovo attentato – sempre avvolto dal riserbo – sembra alzare ulteriormente il livello dello scontro. Resta da chiarire se si tratti di un avvertimento o se, invece, l’obiettivo fosse quello di colpire direttamente il conducente o addirittura la sua famiglia. Sono interrogativi ai quali dovranno rispondere gli investigatori.
Il conducente (Marouan Naimi), dopo il processo per il tragico incidente, aveva definito la propria posizione giudiziaria attraverso un patteggiamento con una pena da scontare agli arresti domiciliari. Un epilogo processuale che aveva suscitato reazioni e polemiche, ma che appartiene a un percorso giudiziario penale ormai concluso.
Il lancio dell’ordigno rappresenta però un fatto di estrema gravità, che rischia di aprire un nuovo e pericoloso fronte. Al di là delle eventuali motivazioni, si tratta di un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Soprattutto se nell’abitazione fossero stati presenti familiari o altre persone.
Saranno ora le indagini a stabilire chi abbia agito e con quale intento, verificando se esista un collegamento con i precedenti episodi intimidatori o con la tragedia di quattro anni fa.
Si era chiuso (nel marzo 2024) con un patteggiamento la fase penale della strage di Cantalupo. Marouan Naimi, 23 anni, difeso dall’avvocato Stefania Sandri (del foro di Alessandria) aveva concordato 4 anni di detenzione domiciliare, con revoca della patente di guida. Il giovane era alla guida della Peugeot 807 che nel dicembre 2022 si schiantò contro il passaggio a livello: nell’incidente morirono 4 giovani alessandrini.
Strage Cantalupo: Naimi patteggia 4 anni, urla fuori dall’aula
ALESSANDRIA - Strage di Cantalupo: Marouane Naimi, 23 anni, ha patteggiato 4 anni di detenzione domiciliare, con sospensione della patente di…
L’udienza preliminare davanti al Gup di Alessandria, si era conclusa con tensione dentro e fuori dall’aula alla lettura della sentenza. Alcuni famigliari avevano contestato duramente la decisione del giudice. Per calmare gli animi erano dovute intervenire le forze dell’ordine presenti in forze a Palazzo di Giustizia. «La vita di mio figlio valeva un anno?», ha urlato disperata, piangendo, la mamma di uno dei ragazzi morti nell’incidente, mentre si avviava verso le scale.
Presenti anche i numerosi legali che hanno assistito le famiglie: avvocati Giuseppe Cormaio, Marco Conti e Roberto Cavallone.
Era l’11 dicembre 2022. Quella notte morirono Denise Maspi (15 anni), Lorenzo Pantuosco (23anni), Lorenzo Vancheri (21 anni). Dopo dieci giorni di agonia, anche il cuore di Vincenzo Parisi (20anni) si fermò per sempre. Due ragazze rimasero ferite, chi guidava uscì praticamente illeso dalle lamiere dell’auto. La tragedia si consumò nella notte tra sabato e domenica, al passaggio a livello di Cantalupo.
Marouan Naimi, 22anni, il giovane alla guida della monovolume su cui viaggiavano altri sei suoi amici – quattro dei quali hanno perso la vita – fu arrestato durante il ricovero in ospedale.
Il suo difensore, avvocato Stefania Sandri, non ha mai rilasciato alcuna dichiarazione. Se non «che è un momento doloroso, una tragedia, per cui è opportuno il rispetto per le vittime e i loro famigliari».
La vettura su cui viaggiavano i sette giovani fu notata verso le 4 di domenica mattina da una pattuglia. Procedeva velocemente e non in modo lineare per le vie del quartiere Cristo. I militari accesero i lampeggianti per procedere al controllo. Ma la Peugeot 807 iniziò a correre verso la periferia della città, tanto che i militari la persero di vista nei pressi della scuola di polizia.
Il dramma all’altezza del passaggio al livello che si trova lungo la statale, poco prima del centro abitato di Cantalupo. L’auto urtò lo spartitraffico, deviando poi a destra contro il guard rail, strisciando per alcuni metri per poi impennarsi. L’impatto con le strutture di lamiera fu devastante: la vita di Lorenzo Pantuosco (23 anni), Lorenzo Vancheri (21 anni) e Denise Maspi (15 anni), tutti di Alessandria, si spezzò in quel momento.
I soccorritori si trovarono di fronte una situazione apocalittica, terribile. Marouan Naimi, una ragazza di 16 anni e un loro amico di 20 anni (Vincenzo Parisi) furono trasportati al Pronto soccorso di Alessandria. Marouan in codice giallo. Mentre gli altri due feriti furono trasferiti nel reparto di rianimazione. Le condizioni del 20enne risultarono subito gravissime, mentre la 16enne subì un delicato intervento chirurgico. Un’altra ragazza, 17enne, fu ricoverata all’ospedale di Novi. Le condizioni delle due giovani migliorarono con il tempo, per Vincenzo Parisi, purtroppo, le lesioni provocate dall’incidente non gli lasciarono scampo.