Elena Ledda porta la Sardegna a Castelletto Monferrato
Elena Ledda stasera a Castelletto Monferrato
Cultura & Spettacoli
Massimo Brusasco  
23 Maggio 2026
ore
10:00 Logo Newsguard
L'intervista

Elena Ledda porta la Sardegna a Castelletto Monferrato

Stasera, sabato, il concerto per la rassegna Monferr'Autore. 'Il Piccolo' l'ha contattata

CASTELLETTO MONFERRATO – Elena Ledda, cantante simbolo del folk tradizionale sardo, sarà protagonista della prossima puntata alessandrina di Monferr’Autore, la rassegna organizzata da Enrico Deregibus che mescola musica, letteratura e curiosità.

La Ledda, sabato 23 alle 21, parteciperà a un concerto/incontro (a ingresso gratuito) a Castelletto Monferrato, in piazza Vittorio Veneto, promosso da AccademiaMonferrato con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria.

Elena Ledda porta la Sardegna a Castelletto Monferrato

Alessandria, Monferr'Autore parte con libri, Ron e Pagani

ALESSANDRIA - Monferr'Autore è pronto a decollare. Il cartellone di eventi, firmati Enrico Deregibus, è stato presentato stamani a Visioni_47,…

L’intervista a Elena Ledda

L’abbiamo incontrata a poche ore dallo spettacolo. E’ a Parigi.

Signora Ledda, perché in Francia?

Per un concerto omaggio ad Andrea Parodi, compianto cantante dei Tazenda. Siamo ospiti di una comunità di italiani.

La possiamo considerare ambasciatrice della musica sarda?

E’ una grande responsabilità che non voglio prendermi. Diciamo che sono una delle esponenti. La Sardegna, d’altronde ha varie sfaccettature. oltre ai concerto dei tenori, che ormai tutti conoscono, o quelli con le launeddas.

Che sono strumenti molto particolari.

A fiato, a tre canne. Si inspira con il naso e si aspira dalla bocca. Una canna fa il basso, l’altra il contrappunto, la terza la melodia. Con un solo strumento si fa un concerto perfetto. Luigi Lai, 94 anni, ha dedicato una vita alla musica sarda: l’Università di Bologna gli ha conferito la laurea honoris causa.

Cos’è per lei la Sardegna, oltre che la terra natia?

E’ l’essenza del Mediterraneo, di cui è al centro. In Sardegna, storicamente,  tutti sono venuti e tutti hanno lasciato qualcosa. Ecco perché la Sardegna ha grandi varietà, a cominciare dalla parlata: nel Nord c’è il logudorese, al sul il campidanese. Ma spiccano pure il gallurese, il catalano ad Alghero e il ligure nelle isole di San Pietro e Sant’Antioco. La mia lingua è del Sud, ma le canto tutte.

Non c’è un desiderio di supremazia?

No: le molte varianti sono la ricchezza dell’Isola. E noi ne andiamo fieri.

 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione