Caso Solvay: salta l’udienza, il Gup rinvia il fascicolo (spinoso) al 12 marzo 2026
ALESSANDRIA - Il fascicolo (spinoso) sul caso Solvay - attualmente davanti al Gup Andrea Perelli del Tribunale di Alessandria - prosegue…
SPINETTA MARENGO – La comunità chiede spazi, salute e responsabilità. E arrivano le richieste collettive”. Assemblea partecipata ieri sera, a Spinetta Marengo. Il Movimento ‘Ce l’ho nel sangue’ non arretra e rilancia.
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Hanno preso la parola in tanti, “con racconti diretti e spesso duri, che restituiscono con chiarezza il peso dell’inquinamento sulla vita quotidiana”, scrive il Comitato Stop Solvay.
“C’è chi ha espresso l’angoscia legata alle analisi del sangue, in cui sono state rilevate concentrazioni di Pfas – sostengono gli attivisti – C’è chi ha portato la propria esperienza familiare di malattie tumorali. Storie unite da una stessa domanda ancora senza risposta: chi si sta facendo davvero carico della salute di questa comunità?”.
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Emerge con forza la necessità di uno spazio pubblico proprio nel sobborgo, “dove confrontarsi”. “L’abbandono della Circoscrizione – sostengono – è, da anni, il simbolo di un sobborgo lasciato ai margini, dove persino le istituzioni non sanno più dove incontrare cittadine e cittadini per momenti informativi o di interesse pubblico. L’assenza di spazi pubblici accessibili limita concretamente la partecipazione democratica. Attivare un percorso per restituire a Spinetta un luogo pubblico di confronto è un requisito minimo per garantire il diritto all’informazione e alla partecipazione su temi che riguardano salute e ambiente”.
Rinnovo Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A): la posizione del Movimento è chiara. “Tutti gli enti coinvolti – Comune, ASL, ARPA – devono arrivare alla conclusione dell’iter avendo messo in campo tutti gli strumenti a loro disposizione. I cittadini chiedono che ogni passaggio possibile venga effettuato affinché la Provincia non possa rifugiarsi in alibi e scorciatoie per rilasciare un’autorizzazione a Syensqo priva di vincoli reali, restrizioni stringenti e prescrizioni verificabili”.
“Sul fronte dei rischi sanitari è stata espressa con forza l’urgenza di organizzare un’assemblea pubblica con la presenza di un medico in grado di rispondere alle domande che attraversano la comunità“, spiegano.
“Cosa significa avere Pfas nel sangue? Quali sono i rischi reali? Quali controlli e tutele sono previsti? Su questo punto, l’assenza di una presa in carico chiara da parte dell’ASL appare sempre più grave. Per la zona della Fraschetta andrebbe attivato un percorso sanitario strutturato”.
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“Infine – sottolineano – l’assemblea ha individuato nel 12 marzo, data dell’udienza del processo penale (che vede coinvolti due dirigenti ex Solvay accusati di disastro ambientale colposo, ndr) un appuntamento collettivo… Una data da presidiare insieme, per essere presenti e accompagnare simbolicamente e materialmente le parti civili, riaffermando che questa comunità non intende restare silenziosa di fronte a una vicenda che ha segnato profondamente il territorio”.