Casa delle Donne Tfq, la Lega Alessandria: “Centro chiuso ma locali riassegnati in continuità. Perché?”
Il Gruppo consiliare del Carroccio chiede una comunicazione urgente al sindaco sulla vicenda. “Chiuso il Centro d’incontro comunale, ma gli spazi vengono riassegnati con un patto di nove anni. Necessaria una riflessione seria sull’uso degli spazi pubblici”
ALESSANDRIA – Il Gruppo consiliare della Lega di Alessandria annuncia che nel prossimo Consiglio comunale chiederà una comunicazione urgente al sindaco. Obiettivo: la vicenda della Casa delle Donne TFQ di via San Giovanni Bosco 28. Secondo la Lega, “il nodo centrale della questione non riguarda soltanto la chiusura formale del Centro d’incontro comunale. Ma soprattutto quanto avvenuto immediatamente dopo. Alla chiusura del Centro, infatti, sarebbe seguita la riassegnazione degli stessi locali attraverso un Patto di collaborazione della durata di nove anni. Che si porrebbe in continuità diretta con il progetto originario“.
Una scelta che, secondo il gruppo consiliare, “solleva interrogativi seri, anche alla luce delle segnalazioni già emerse fin dall’apertura del Centro d’incontro. La vicenda non può essere letta come un semplice passaggio amministrativo. Perché fin dall’inizio erano state segnalate situazioni non consone sotto il profilo dell’utilizzo degli spazi pubblici e delle attività svolte”.
Segnalazioni che, a giudizio del gruppo consiliare, “non possono oggi essere ignorate. Soprattutto alla luce della decisione di riassegnare gli stessi locali mantenendo una sostanziale continuità progettuale”.
Le richieste a sindaco e Giunta
Per questo motivo, la Lega chiede innanzitutto di “conoscere le motivazioni istruttorie che hanno portato alla chiusura del Centro d’incontro comunale. Se esistevano criticità tali da giustificare la chiusura di un servizio comunale – si legge nella nota – è legittimo domandarsi come sia stato possibile riassegnare immediatamente gli stessi spazi. Mantenendo di fatto la continuità del progetto”.
Un passaggio che, secondo i consiglieri, necessita di spiegazioni chiare e di un confronto politico trasparente.
Il contenuto del nuovo Patto di collaborazione
Dalla documentazione esaminata, il gruppo consiliare evidenzia inoltre alcuni elementi contenuti nel nuovo Patto di collaborazione, ritenuti particolarmente significativi. Il Patto, secondo quanto riportato, ribadirebbe il collegamento con il movimento “Non Una Di Meno”. E definirebbe gli spazi come un “serbatoio di produzione politica e culturale”.
Aspetti che, per la Lega, “rafforzano la necessità di una valutazione politica esplicita. Che non può essere elusa attraverso atti amministrativi adottati senza un adeguato confronto in Consiglio comunale. La vicenda impone una riflessione seria e responsabile sull’occupazione e sull’utilizzo degli spazi pubblici. E, anche, sul ruolo dell’Amministrazione nel garantirne un uso conforme alle finalità istituzionali e sul rispetto delle prerogative del Consiglio comunale”.
Secondo la Lega, “non è accettabile che si proceda alla chiusura formale di un Centro per poi riproporne lo stesso impianto sotto un’altra forma. Senza prima chiarire le criticità emerse e senza un dibattito pubblico e istituzionale adeguato“.