Alessandria: il Comune stanzia la terza fase dell’indagine epidemiologica
ALESSANDRIA - A conclusione del Tavolo tecnico permanente sui Pfas, il sindaco di Alessandria annuncia la terza fase dell’indagine epidemiologica.…
ALESSANDRIA – Salute e ambiente, l’indagine epidemiologica entrerà nel punto più delicato: la correlazione.
«Una lunga sequenza di numeri con il segno più. Sono le crescite percentuali registrate per alcuni tumori dal 1996 al 2016 nella sola Spinetta Marengo. Quella alla laringe è il doppio rispetto alla media regionale, i melanomi sono quasi il triplo, la sclerosi multipla è quasi quattro volte superiore. Un quadro inquietante che emerge dall’indagine epidemiologica commissionata dalla Giunta Rossa (fortemente voluta dall’assessore all’Ambiente era Claudio Lombardi – scomparso recentemente), ma della quale mancano ancora alcuni aspetti».
Così scrivevamo a fine dicembre 2019, al termine di una conferenza stampa tenuta per presentare i risultati dello studio del Comune, a cui parteciparono anche Asl e Arpa. Cosa mancava? L’ultima fase, l’analisi per capire se vi fosse (o meno) una correlazione tra inquinanti e malattie.
Di anni, dal giorno della conferenza, ne sono passati sei, ma è notizia recente che il Comune stia lavorando per dare il via proprio all’ultima fase di studio.
Alessandria: il Comune stanzia la terza fase dell’indagine epidemiologica
ALESSANDRIA - A conclusione del Tavolo tecnico permanente sui Pfas, il sindaco di Alessandria annuncia la terza fase dell’indagine epidemiologica.…
«Recentemente, l’assessore comunale all’Ambiente Daniele Coloris e io – afferma il presidente della Commissione Sicurezza e Ambiente di Palazzo Rosso, Adriano Di Saverio – abbiamo messo in cantiere uno studio epidemiologico che è la prosecuzione dei due presentati da Arpa, Asl Alessandria e Asl To4 nel 2019. Uno studio finanziato dal Comune di Alessandria, che verrà compiuto da docenti dell’Upo (Università Piemonte Orientale)».
«L’inquinamento da Pfas – continua Di Saverio – sta diventando un argomento che, oltre interessare il nostro territorio, coinvolge tutto il pianeta e suscita ovunque un vivace dibattito. Il nostro Comune, al di là di avere un inquinamento della falda acquifera superficiale e profonda, ha il problema della presenza di Pfas anche nell’aria. Nei primi mesi del 2025 l’Arpa ha rilevato concentrazioni elevate di Pfas nelle centraline di Spinetta, Lobbi e Montecastello».
Di Saverio non si ferma: «La Conferenza dei Servizi, in sede di rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale (del polo chimico di Spinetta, ndr), ha constatato che vi sono alcuni camini dello stabilimento del polo chimico caratterizzati da emissione di composti organici fluorurati e privi di sistemi di abbattimento. Logica vorrebbe che, in sede di Conferenza dei Servizi ancora in corso, vengano messi limiti alle emissioni di Pfas e un obbligo a installare sistemi di abbattimento sui camini».
E poi gli inquinati storici. «Esiste ancora un inquinamento storico, caratterizzato dalla presenza nella falda acquifera e nei terreni all’interno e all’esterno dello stabilimento di numerosi composti tossici, quali cromo esavalente, metalli pesanti, solventi clorurati e altre sostanze elencate nella sentenza della Corte di Cassazione del dicembre 2019 – sottolinea il presidente – Occorre un’accelerazione nella bonifica delle varie matrici, passando dal piano di caratterizzazione a fatti concreti, perché troppo tempo è già passato dalla sentenza».
Di Saverio così conclude: «Infine, non ci stanchiamo di segnalare che occorre al più presto la promulgazione di una legge quadro italiana od europea che stabilisca dei limiti stringenti per ogni Pfas e per ogni matrice, senza la quale diventa difficile tutelare la salute cittadini e l’ambiente. A tale proposito, qualche mese fa il Consiglio comunale di Alessandria ha approvato all’unanimità una mozione che invitava Camera e Senato a legiferare sulla materia nel più breve tempo possibile».