Autoimmunità e diagnosi precoce dei tumori: premiato uno studio dell’Aou Al
Il lavoro dei dottori Sacchi e Biglia svela un raro legame tra autoanticorpi e carcinoma uroteliale: “Così riconosciamo prima i segnali”
ALESSANDRIA – Dal 6 all’8 marzo si è tenuto a Venezia l’ottavo Congresso Internazionale sulle Controversie in Reumatologia e Autoimmunità (Cora 2025). Un evento scientifico di rilievo globale che ha visto la partecipazione di esperti da tutto il mondo. In questo contesto è stato premiato lo studio realizzato all’interno dell’Aou Al, che ha conquistato il riconoscimento per la miglior presentazione orale.
Il premio è andato alla dottoressa Maria Cristina Sacchi, della Sc Laboratorio Analisi diretta da Maria Matilde Ciriello. Motivazione, la presentazione del caso clinico “Atypical Anti-SAE-1. Autoantibody Manifestation with sprint hemorrhages, as onset, and related to urothelial cancer”.
Il lavoro è stato ideato e condotto in collaborazione con il dottor Alessandro Biglia, della Sc Medicina Interna diretta da Luigi Castello. Descrive un caso rarissimo: una paziente di 50 anni con manifestazioni dermatologiche atipiche — emorragie subungueali a scheggia e acrocianosi — in cui si sono evidenziati autoanticorpi anti-SAE-1. Poi rivelatisi associati a un carcinoma uroteliale di alto grado.
La diagnosi precoce grazie ai “piccoli segnali”
Dopo l’intervento di enucleazione del tumore, i sintomi sono completamente scomparsi. Lo studio sottolinea il valore dell’osservazione di sintomi rari o “minori” come potenziale chiave per diagnosi precoci di tumori. Il tutto, in un’ottica multidisciplinare che unisce clinica, dermatologia e laboratorio. «Il nostro studio evidenzia l’importanza di saper cogliere segnali clinici apparentemente secondari – dichiarano Sacchi e Biglia –. Così da avviare indagini più approfondite in chiave oncologica».
Questo lavoro, senza precedenti in letteratura, dimostra la qualità del percorso di ricerca dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria. Che continua a distinguersi nel panorama scientifico internazionale grazie all’approccio integrato tra clinica e laboratorio. «La nostra Aou – si legge nella nota – conferma così il proprio impegno nel migliorare le strategie diagnostiche e terapeutiche in ambito autoimmune e oncologico».