Alessandria, detenuto aggredisce agente con pugni e lametta
Cronaca
4 Aprile 2025
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14:40 Logo Newsguard
L'accaduto

Alessandria, detenuto aggredisce agente con pugni e lametta

Violenta protesta alla Casa di Reclusione: un carcerato ha colpito un agente e lo ha minacciato con una lametta. Il Sappe chiede misure urgenti

ALESSANDRIA – Momenti di forte tensione si sono verificati nella giornata di ieri presso la Casa di Reclusione di San Michele, dove un detenuto di origine marocchina ha dato luogo a una violenta protesta culminata in un’aggressione ai danni di un agente della Polizia Penitenziaria.

L’aggressione

L’episodio è avvenuto dopo il pranzo, mentre i detenuti venivano avviati verso i cortili per la permanenza all’aperto. Il detenuto si è avvicinato al personale di sorveglianza, insultando e minacciando l’agente e i suoi familiari. L’agente, pur cercando di mantenere la calma con professionalità, è stato prima aggredito con una testata (non andata a segno) e poi colpito con due pugni.

Successivamente, il detenuto ha estratto una lametta, con la quale ha minacciato ulteriormente il poliziotto. Solo il tempestivo intervento di altro personale ha impedito conseguenze più gravi.

La denuncia del Sappe

A denunciare l’accaduto è Vicente Santilli, segretario per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: «Come si può tollerare che queste situazioni siano praticamente quotidiane nelle carceri italiane? Ogni giorno, uomini e donne della Polizia Penitenziaria sono esposti a minacce e violenze».

Santilli ha sottolineato come le carceri siano un luogo dove si concentra disagio, violenza e disprezzo delle regole, chiedendo interventi concreti da parte del Governo, in particolare su:

  • Sovraffollamento carcerario

  • Aumento degli episodi di violenza

  • Ruolo di alcune fasce della popolazione detenuta

Le proposte del SAPPE

Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha espresso solidarietà al Reparto di Polizia Penitenziaria di Alessandria e rilanciato la richiesta di interventi strutturali: «È necessario applicare il carcere duro (art. 14-bis) e prevedere il trasferimento immediato dei detenuti violenti (art. 32), oltre alla dotazione del taser alla Polizia Penitenziaria, utile strumento anti-aggressione».

Capece ha inoltre sottolineato l’importanza di ristabilire la legalità all’interno degli istituti penitenziari, intervenendo sul regime di custodia aperto e adottando misure più severe per chi aggredisce il personale o mina la sicurezza degli istituti.

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