Oggi è nata l’Autorità Rifiuti Piemonte
Società
5 Settembre 2023
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17:52 Logo Newsguard
La novità

Oggi è nata l’Autorità Rifiuti Piemonte

Dal 2024, cambia la gestione degli indifferenziati e degli ingombranti

ALESSANDRIA – E’ nata oggi  lAutorità Rifiuti Piemonte, l’ente che esercita le funzioni di ambito regionale. La convenzione è stata firmata, davanti al notaio,   dai Consorzi di area vasta, da Comune di Torino, Città metropolitana di Torino e dalle Province piemontesi, tra cui quella di  Alessandria, rappresentata  dal vice presidente Matteo Gualco

“Il nuovo organismo – dice Gualco –  rappresenta l’ultimo tassello mancante per la completa attuazione della riforma della governance del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani a livello territoriale, avviata con la legge regionale 1 del 2018. Ha personalità giuridica di diritto pubblico, e competenze su organizzazione e  controllo diretto del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, assicurando il rispetto dei principi di efficienza, efficacia, economicità e sostenibilità e di separazione delle funzioni amministrative di organizzazione e di controllo da quelle di erogazione dei servizi”.

Cosa cambia

Dunque, dal 1 gennaio 2024 la programmazione e l’avvio a trattamento e recupero dei rifiuti indifferenziati,  dei rifiuti organici e del rifiuto ingombrante,  finora di competenza dei singoli consorzi,  diventeranno di competenza e gestione dell’Autorità rifiuti Piemonte che a quella data sarà pienamente operativa.

Oggi è nata l’Autorità Rifiuti Piemonte

Via Sclavo, cassonetti rotti e rifiuti per terra

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La distribuzione delle quote di partecipazione dei diversi enti alla Conferenza d’ambito è basata su differenti parametri, tiene conto di popolazione, estensione territoriale, ma anche di produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani: è stata infatti valutata la performance di ogni consorzio rifiuti sulla riduzione nella produzione pro capite di rifiuti urbani indifferenziati e sulla percentuale di raccolta differenziata raggiunta.

Il 76% delle quote è suddiviso tra i consorzi di area vasta e la Città di Torino, il restante 24% tra la Città metropolitana di Torino (il 12.46%) e le altre province piemontesi.

 

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