“Muoviamoci senza barriere”: l’integrazione passa attraverso l’educazione motoria e lo sport
Percorsi integrati di inclusione sociale attraverso l'educazione motoria e lo sport: questo è l'obiettivo che si pone il Cissaca in collaborazione con le associazioni e le realtà sportive della città per continuare con alcuni progetti già attivi e per sperimentarne di nuovi che uniscano le persone con disabilità all'attività sportiva, per abbattere le barriere, non solo fisiche ma anche culturali e sociali di integrazione
Percorsi integrati di inclusione sociale attraverso l'educazione motoria e lo sport: questo è l'obiettivo che si pone il Cissaca in collaborazione con le associazioni e le realtà sportive della città per continuare con alcuni progetti già attivi e per sperimentarne di nuovi che uniscano le persone con disabilità all'attività sportiva, per abbattere le barriere, non solo fisiche ma anche culturali e sociali di integrazione
ALESSANDRIA – “L’inclusione sociale passa anche attraverso la possibilità di muoversi e fare sport”. Con questo principio il Cissaca insieme alla rete di associazioni del territorio e alle realtà sportive locali sta “facendo rete” per attivare dei percorsi integrati di inclusione sociale attraverso l’educazione motoria e lo sport con una serie di progetti “Muoviamoci senza barriere”. Che come ha spiegato il presidente del Consorzio di servizi socio assistenziali di Alessandria, Gianni Ivaldi, “non sono solo barriere architettoniche, ma anche cultura e sociali”.
Così oltre al sostegno alle attività e ai progetti già esistenti, si cerca di crearne dei nuovi. Cui si aggiungono “momenti di formazione” promossi dal Cissaca e momenti di sensibilizzazione del tema e dell’importanza di unire due mondi, come quello della disabilità e dello sport, nelle scuole. Inserito in questo progetto complesso e articolato c’è anche il progetto “Movimento dell’animo”, ovvero un gruppo di ascolto e di aiuto, soprattutto rivolto ai famigliari che si prendono cura delle persone con disabilità, “ai quali vorremmo dedicare a maggio una Giornata”.
Un percorso in costruzione, quindi, che al momento vede operativi diversi soggetti: dal mondo dell’associazionismo a quello sportivo, anche legato al mondo istituzionale. Come l’Università. Uno dei protagonisti è infatti il Cus, Centro Universitario sportivo, che dal 2019 inizierà con un percorso di inclusione di ragazzi con disabilità nella squadra di Rugby. Cui seguirà anche un “progetto pilota” per insegnare la scherma ad un ragazzo non vedente.

Poi spazio all’arte della musica, del ballo e della recitazione con il progetto che da 6 anni vede impegnati “Teatro nello Spazio” e Peter Larsen. Ma la vera novità è quella del progetto della Virtus Pallavolo Alessandria che ad inizio gennaio apre le porte al “Sitting Volley” una disciplina nata nel 2013 che oggi in Italia ha anche una squadra nazionale e che permette di “giocare a pallavolo da seduti per terra”.