Come portare i giovani nei musei? Gli studenti alessandrini hanno la risposta
Alcuni studenti del Vinci Migliara sono stati premiati per un progetto specifico su come invogliare i coetanei a frequentare i luoghi culturali. Infernot, Cittadella e Museo Borsalino, tre location perfette per eventi
Alcuni studenti del Vinci Migliara sono stati premiati per un progetto specifico su come invogliare i coetanei a frequentare i luoghi culturali. Infernot, Cittadella e Museo Borsalino, tre location perfette per eventi
ALESSANDRIA – Come invogliare i giovani a vivere i luoghi di storia e cultura intorno a noi se lo sono chiesti alcuni stidenti della 5A del “Vinci Migliara” – Irene Mirchio, Alessia Rollino, Xavier Usel – i quali hanno raccolto la ‘sfida’ lanciata dal concorso studentesco AllenaMenti quotidiani: intervistando s’impara. “Dall’attività quotidiana di lettura articoli e redazione del giornalino della scuola abbiamo te tato di capire come valorizzare i beni culturali per invogliarne la fruizione ai giovani”, spiega la docente Fulvia Maldini che ha accompagnato loro in questo approfondimento, “I ragazzi hano intervistato a Firenze il sovrintendente del Maggio Fiorentino ed hanno svolto altre indagini focalizzandosi su tre luoghi importanti della provincia”.
Il risultato è l’analisi intitolata “Infernot o Paradiso”. Il gioco di parole è ovviamente riferito alle antiche cantine ipogee scavate nel tufo, recentemente ‘patrimonio dell’Umanità UNESCO”, ma non solo: nell’inchiesta sono stati presi in esame anche la Cittadella e il Museo Borsalino, oggi ancora in via di allestimento.
“E’ emerso che per attrarre i giovani si potrebbero organizzare spettacoli teatrali e musicali a basso costo o gratis, eventi di richiamo. E naturalmente utilizzare i canali social network”.
Il progetto è stato premiato tra i migliori a livello nazionale proprio per l’accuratezza e l’originalità dello studio.
“Abbiamo poi inviato tutto il materiale al Presidente del Consiglio Comunale come spunto di valorizzazione dei ben i culturali alessandrini”, conclude la professoressa Maldini.