Richieste correttivi alla Legge di Bilancio: “rimettere al centro il lavoro e lo sviluppo”
Cgil, Cisl e Uil hanno presentato un documento unitario da proporre al Governo dove vengono messe in evidenza le "priorità" per i sindacati da inserire come correttivi nella nuova Legge di Bilancio 2019. "Lavoro, sviluppo, pensioni, quota 100 e Mezzogiorno" i temi centrali come spiega il segretario Uil Piemonte, Mauro Casucci
Cgil, Cisl e Uil hanno presentato un documento unitario da proporre al Governo dove vengono messe in evidenza le "priorità" per i sindacati da inserire come correttivi nella nuova Legge di Bilancio 2019. "Lavoro, sviluppo, pensioni, quota 100 e Mezzogiorno" i temi centrali come spiega il segretario Uil Piemonte, Mauro Casucci
UIL INFORMA – Un incontro all’auditorium della parrocchia San Baudolino al Cristo di Cgil, Cisl e Uil per presentare e informare sulla proposta unitaria dei sindacati rivolta al Governo Centrale di “modifica” alla Legge di Bilancio 2019.
Una serie di correttivi necessari per i sindacati che ritengono “la manovra del Governo per la Legge di Bilancio 2019 fortemente inadeguata su diversi fronti e che non sembra impegnarsi concretamente a garantire margini di miglioramento e crescita per il Paese e il rilancio delle politiche legate al lavoro”.
“I 22 miliardi di spesa previsti in deficit dalla manovra dovrebbero essere utilizzati per creare politiche attive per il lavoro, investimenti sulle infrastrutture, innovazione, ma anche su scuola, ricerca, formazione, messa in sicurezza del territorio. È fondamentale poter contrastare l’esclusione sociale e la povertà, includendo nel mondo del lavoro tutti i soggetti, con particolare attenzione per i giovani e le donne. La povertà infatti non si combatte se non si investe sul lavoro, sull’istruzione, sulla sanità e i servizi per l’infanzia”.
Tra i principali temi su cui Cgil Cisl e Uil si sono focalizzati c’è il lavoro, lo sviluppo, ma anche pensioni e Mezzogiorno.

Anche in ambito di previdenza sociale è positivo il confronto su Quota 100, ma mancano riferimenti a garanzie per giovani, lavoratori precoci, lavoratrici e lavoratori che svolgono mansioni gravose.
Tanti gli argomenti di discussione quindi, dalle pensioni alla sanità, passando per il contrasto alla povertà e l’attenzione alle politiche sociali e attive, perché “non può esserci sviluppo senza lavoro e coesione sociale”. Per le tre sigle sindacali “il lavoro deve tornare al centro dell’attenzione della manovra del Governo perché è urgente investire nello sviluppo per creare occupazione, incrementare investimenti pubblici, proteggere il lavoro, favorire la riduzione della tassazione per lavoratori e pensionati, contrastando invece aspramente e concretamente l’evasione fiscale”.