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Appropriazione indebita alla Cisl, querela ritirata dopo il chiarimento interno
Si è conclusa, dopo più di un anno, la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolti alcuni sindacalisti della Cisl di Alessandria Asti. Erano accusati di appropriazione indebita. Dopo un chiarimento interno l'organizzazione sindacale ha ritirato la querela
Si è conclusa, dopo più di un anno, la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolti alcuni sindacalisti della Cisl di Alessandria Asti. Erano accusati di appropriazione indebita. Dopo un chiarimento interno l'organizzazione sindacale ha ritirato la querela
CRONACA – Si è conclusa, dopo più di un anno, la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolti alcuni sindacalisti della Cisl di Alessandria Asti (Tonio Anselmo, Giuseppina Gelsomino, Alfredo Ratti), assieme ad un’altra persona, Giovanni Garofalo, ex segretario Fim, non più facente parte dell’organizzazione sindacale. Erano accusati di appropriazione indebita nei confronti della federazione dei metalmeccanici aderenti alla Cisl, tra gli anni 2009 e 2012.Secondo l’accusa, era stato aperto un conto corrente “non autorizzato” sul quale erano state fatti transitare le quote di iscrizione ed utilizzato per il pagamento dei compensi delle persone finite sotto indagine. La somma complessiva si aggirava sui novanta mila euro.
“La situazione è stata definita grazie ad un chiarimento interno” spiegano dalla Fim Cisl. L’organizzazione, “dimostrando senso di responsabilità e spirito di organizzazione, ha rimesso la querela nella quale, peraltro, neppure venivano citati i tre dipendenti attuali”. Conseguentemente il fascicolo è stato chiuso dalla magistratura con una dichiarazione di non doversi procedere.
Diversa la posizione di Garofalo, per il quale è tuttora in corso una causa civile che ha visto la Fim vittoriosa sia nel primo grado di giudizio che nel ricorso.
“La Cisl di Alessandria Asti manifesta la propria soddisfazione per la risoluzione di una vicenda che aveva provocato sofferenze ai soggetti interessati e ricadute negative sull’immagine sindacale.
La conclusione della vertenza giudiziaria con il ristabilimento dell’onore dei propri dipendenti testimonia una volta di più l’affidabilità di un’organizzazione che, nelle sue varie articolazioni, ha sempre operato e continuerà ad operare con onestà, dedizione e competenza nell’esclusivo interesse degli associati”, conclude la segreteria provinciale Alessandria-Asti.