Mense: nessun accordo tra aziende e UilTucs. Confermato lo sciopero del 18 ottobre
"Posizione che restano distanti" tra la UilTucs che ha proclamato lo sciopero per il servizio di refezione scolastica il 18 ottobre e le aziende che operano nel settore con il nuovo appalto. L'oggetto dello sciopero resta il mancato rispetto del Contratto nazionale di lavoro per le assunzioni del vecchio personale. E la Uil rilancia l'appello ad un ritorno a "battaglia comune con la Cgil e la Cisl". Il cui incontro in Prefettura è stato più disteso con tempi di confronto con le aziende più brevi
"Posizione che restano distanti" tra la UilTucs che ha proclamato lo sciopero per il servizio di refezione scolastica il 18 ottobre e le aziende che operano nel settore con il nuovo appalto. L'oggetto dello sciopero resta il mancato rispetto del Contratto nazionale di lavoro per le assunzioni del vecchio personale. E la Uil rilancia l'appello ad un ritorno a "battaglia comune con la Cgil e la Cisl". Il cui incontro in Prefettura è stato più disteso con tempi di confronto con le aziende più brevi
ECONOMIA E LAVORO – 15:40 Valenza rassicura sul servizio per lo sciopero del 18 ottobreIn merito alla giornata di sciopero proclamata dal sindacato Uiltucs per il 18 ottobre, la Vivenda Spa tiene a precisare “di aver sempre agito nel pieno rispetto del Contratto Collettivo di Lavoro e del Capitolato Speciale di Appalto. Inoltre assicura che il personale operante nelle mense scolastiche del Comune di Valenza non ha subito alcuna riduzione salariale”.
Per quanto riguarda possibili disservizi per la giornata del 18 ottobre, Vivenda Spa, azienda del Gruppo La Cascina, “vuole inoltre rassicurare la cittadinanza e l’amministrazione che il giorno 18 ottobre, comunque, non vi saranno disservizi perché, qualora si renda necessario, è pronta a fornire, come previsto in questi casi dal capitolato, il pasto alternativo composto da panini, acqua, merenda e succhi di frutta”.
Una sede “neutra” di garanzia che non è bastata a far sperare nell’accordo con le aziende: sul tavolo e alla base dello sciopero proclamato per la prossima settimana “il mancato rispetto dei contratti di lavoro degli assunti da queste nuove aziende”. Una posizione “coerente” fin dall’inizio di questa battaglia continuando a ribadire “il mancato rispetto della normativa sul cambio di appalto”: la proposta delle aziende – prosegue la UilTucs – si è basata esclusivamente sulla proposta economica. Una battaglia iniziata con il Comune, sulla gestione delle gara e “che oggi prosegue perchè ha toccato le tasche e le posizioni dei lavoratori, che sono quelli che ci rimettono”. Al tavolo prefettizio la richiesta di “ripristino dei vecchi contratti” contro le condizioni peggiorative di questi nuovi, con minor compenso, più ore di lavoro e mansioni diverse da quelle da contratto oltre ai livelli non mantenuti. Ma dalle aziende nessuna apertura: “ci hanno detto che ci possiamo rivedere tra tre mesi”.

Motivazioni e condizioni solide per proclamare uno sciopero. Al quale si uniranno anche le altre due sigle sindacali, Cgil e Cisl, con cui è avvenuta la rottura? “Noi l’appello lo lanciamo: torniamo a fare la battaglia a tre. Una battaglia comune come è stato fin dall’inizio. Poi altri hanno optato per un altro percorso, senza nemmeno renderci partecipi….” ha ribadito Maura Settimo. La speranza è quindi di poter tornare a fare “fronte comune”.

“Perché- conclude la Settimo – il caso di Alessandria delle mense non può diventare un precedente e anzi il nostro atteggiamento sarà ancora più rigido se dalla commissione di garanzia per gli scioperi ci saranno date le giuste risposte e approfondimenti sul fatto che questo servizio, di refezione scolastica, sia inteso come ‘un servizio essenziale’. Allora sarebbe anche peggio tutto quello che sta avvenendo”.

Insomma le questioni sul tavolo sono comuni tra tutte le organizzazioni sindacali, ma la linea seguita da Cgil e Cisl sembra aver smorzato i toni, ottenendo “la disponibilità delle aziende a rivedersi in sede sindacale i primi di novembre. Per avere risposte a queste questioni e alle problematiche di questo breve periodo di servizio”. Cristina Vignuolo conferma quindi la linea dell’attesa per il momento, anche “per vedere le prime buste paga che arriveranno e perché non tutti i lavoratori hanno ancora i contratti in mano”. Ma non esclude a priori che se le questioni non venissero risolte o affrontate nel modo corretto, “non si torni in battaglia e anche utilizzando il nostro strumento a disposizione: lo sciopero”. Per il momento quindi per Cgil e Cisl non “cancellato” come possibilità futura ma solo “sospeso” lo sciopero in attesa di chiarimenti dalle aziende. Confermando quindi la “non partecipazione” a quello indetto dalla Uil il 18