Tutti contro la caccia, ma ai corsi venatori ci vanno anche i cinesi
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G. P. - redazione@alessandrianews.it  
9 Settembre 2018
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Tutti contro la caccia, ma ai corsi venatori ci vanno anche i cinesi

Le elezioni regionali c'entrano con lo strano calendario venatorio del Piemonte? Intanto alcuni cacciatori si organizzano per difendersi dagli animalisti molesti. Nonostante i tanti paletti, i corsi per aspiranti cacciatori continuano, grazie anche agli stranieri

Le elezioni regionali c'entrano con lo strano calendario venatorio del Piemonte? Intanto alcuni cacciatori si organizzano per difendersi dagli animalisti molesti. Nonostante i tanti paletti, i corsi per aspiranti cacciatori continuano, grazie anche agli stranieri

 ALESSANDRIA – Per l’imminente avvio della stagione venatoria 2018-2019, FederFauna lancia la campagna “Ferma l’anticaccia”: un vademecum, riassunto in un manifesto, che offre ai seguaci di Diana informazioni utili per “difendersi in modo legale dagli animalisti dediti ad operazioni di disturbo venatorio”.

FederFauna parla di vera e propria prepotenza “di sedicenti amanti degli animali”. Sono suggerimenti su come segnalare possibili reati alle Forze dell’Ordine fino al come effettuare una registrazione video in sicurezza e raccogliere dati sui comportamenti scorretti. 

Campagna anti animalista a parte, i cacciatori alessandrini – e piemontesi in generale – sono veramente arrabbiati per il calendario venatorio. Nonostaate i ricorsi, la stagione pare ormai compromessa: “E’ il peggiore d’Italia”, sbotta Francesco Carosio, presidente Federcaccia, “Ci tolgono anche la domenica e le specie cacciabili. La politica è contro di noi. Avrà sicuramente pesato il fatto che in primavera si vota alle regionali…”.

Il Piemonte che non paga i danni da animali selvatici con le tasse venatorie (quindi già anticipati dai cacciatori), le ATC che non hanno ‘lanciato’ nuova selvaggina (“Cacceremo quanto ne è rimasta dall’anno scorso”).

In nessuna parte d’Italia e d’Europa pare ci siano così tante restrizioni, ricorda il rappresentante della più numerosa associazione fedele a Diana: “Non vogliamo certo sparare al lupo o all’orso, né essere chiamati macellai. Siamo contro il bracconaggio e recentemente abbiamo formato una settantina di guardie volontarie”.

Nonostante le specie ridottissime cacciabili, nonostante i giorni infrasettimanali permessi, nonostante il morale basso, i corsi da aspiranti cacciatori continuano: “Incominciano ad arrivare anche rumeni, macedoni e anche qualche cinese”.

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