Serrande alzate ed entusiasmo, più negozi in un anno
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G. P. - redazione@alessandrianews.it  
27 Luglio 2018
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Serrande alzate ed entusiasmo, più negozi in un anno

Sono soprattutto locali, bar, parrucchieri e un buon numero di commercianti online. In un anno il saldo tra aperture e cessazioni è positivo, anche se non tutti vedono il bicchiere mezzo pieno. Tanti i giovani imprenditori, aspettando i turisti

Sono soprattutto locali, bar, parrucchieri e un buon numero di commercianti online. In un anno il saldo tra aperture e cessazioni è positivo, anche se non tutti vedono il bicchiere mezzo pieno. Tanti i giovani imprenditori, aspettando i turisti

ALESSANDRIA – L’edicola di piazza della Libertà che diventa un chiosco di panini (Chivitos, specialità uruguaiane), il parrucchiere di X-Factor, lo store di abbigliamento sportivo o il ristorante ‘in’ che si trasforma in locale per gli amanti dei piatti abbondanti.

Si abbassano e si alzano le serrande ad Alessandria: sono soprattutto i giovani a provarci, con entusiasmo e voglia di cambiare quel cinico pensiero mandrogno conservatore. Istinto di sopravvivenza o fiducia in se stessi – appena aperti e c’è chi pensa già al franchising del proprio marchio – l’importante è che nell’ultimo anno le attività commerciali nel capoluogo facciano registrare un saldo positivo: +61. Sono i dati dell’ufficio commercio da giugno 2017 a giugno 2018. Nelle attività commerciali le aperture sono state 226, a fronte di 197 pratiche di cessazione. Per le attività di somministrazione: 85 nuove aperture e 53 cessazioni.

Nella somma algebrica rientrano anche le attività di commercio elettronico e vendita per corrispondenza che probabilmente non hanno un negozio con vetrina, a parte quella online. Ma per l’assessore al commercio è quanto basta per essere ottimisti: “Sono un bel segnale e testimoniano il tessuto imprenditoriale vivo, in particolare nella ristorazione”, ha commentato Mattia Roggero “Come Amministrazione crediamo e sosteniamo il commercio, staremo sempre vicini a coloro che decidono di investire ad Alessandria, rischiando e mettendosi in proprio”. Certo, continua, il merito in primis è dei tanti giovani imprenditori e della loro voglia di fare: “Non ci vogliamo far belli con quei numeri”, prosegue pragmatico, “Vogliamo lanciare un messaggio positivo di speranza e fiducia partendo dalle piccole migliorie: no tax area, mezz’ora di parcheggio gratis (non potevamo fare di più, l’azienda non è più pubblica). Puntiamo molto sulla linea ferroviaria diretta con Milano per attrarre tutti”.

Di diverso parere è una che di negozi e negozianti se ne intende: “Mi piacerebbe poter commentare questi dati annunciando una ripresa, ma grandi segnali non ne vediamo. È solo un turn-over di aperture in un mondo in cui la vita media delle aziende che si dedicano al commercio al dettaglio si è ridotta”. Manuela Ulandi, presidente provinciale Confesercenti fa la ‘guastafeste’: “Non è solo un problema di Alessandria, intendiamoci”, puntualizza Ulandi, “Il commercio cresce solo sulle grandi piattaforme, le briciole ai piccoli. Le disparità di trattamento e di regole non aiutano”.

Nel dettaglio hanno aperto: 42 alimentari, 79 non alimentari, 17 settore misto, 1 edicole esclusive, 2 edicole non esclusive, 9 vendite a domicilio del settore non alimentare, 35 commercio elettronico settore non alimentare, 1 commercio elettronico settore misto, 3 commercio elettronico alimentare 1 apparecchi automatici settore alimentare, 1 spaccio interno misto, 3 vendita per corrispondenza non alimentare, 5 non alimentare di media grandezza, 1 misto e 5 non alimentare in centri commerciali. 12 acconciatori, 7 estetiste, 1 tatuaggio e piercing. Per i pubblici esercizi sono presenti 52 nuovi bar e 33 nuovi ristoranti.

Cessazioni: 22 settore alimentare, 93 settore non alimentare, 9 settore misto, 5 generi annessi monopolio, 13 revoche, 2 edicole esclusive, 1 non esclusiva, 1 non alimentare media struttura. 1 in centro commerciale, 13 commercio elettronico, 16 vendita a domicilio, 5 distributore automatico, 8 acconciatori, 8 estetiste. Per i pubblici esercizi sono cessati 25 bar, 21 ristoranti e 7 attività ricettive varie.

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