In arrivo un’ondata di sfratti in città: “il rischio è una vera emergenza sociale”
L'allarme arriva dal Cissaca che si oppone alla Prefettura per sfratti in arrivo, riguardanti specialmente morosi in edilizia sociale dell'Atc, intenzionata, rispetto al passato, a far liberare gli alloggi con la forza, anche in presenza di minori: "essere in difficoltà economiche non vuol dire essere cattivi genitori"
L'allarme arriva dal Cissaca che si oppone alla Prefettura per sfratti in arrivo, riguardanti specialmente morosi in edilizia sociale dell'Atc, intenzionata, rispetto al passato, a far liberare gli alloggi con la forza, anche in presenza di minori: "essere in difficoltà economiche non vuol dire essere cattivi genitori"
ALESSANDRIA – Un netto cambio di rotta rispetto al passato, che riguarderà, secondo quanto riportato dai vertici del Cissaca durante un’audizione in Commissione a Palazzo Rosso, specialmente i morosi (spesso incolpevoli) ospiti in edilizia sociale degli alloggi Atc, vale a dire la fascia più debole della popolazione, quella che ha ricevuto un alloggio alle condizioni economiche più favorevoli (rispetto, per esempio, ai contratti in edilizia agevolata, che prevedono facilitazioni ma canoni di affitto più alti), ma che nonostante questo oggi non riesce a pagare quanto dovuto, pur trattandosi di piccole cifre.
“Quello che si prospetta nei prossimi mesi è il rischio di una vera e propria emergenza sociale, e siamo allarmati perché il problema andrà ovviamente gestito, ma non alle condizioni che ci vengono richieste oggi dalla Prefettura, alle quali, lo dichiaramo chiaramente e con fierezza, ci opporremo“. A usare queste parole è Stefania Guasasco, direttrice del Cissaca, che rivela la richiesta della Prefettura, vale a dire che siano presenti assistenti sociali del Consorzio a ogni sfratto con presenza di minori che verrà eseguito nei prossimi mesi, e che l’Atc ha preannunciato di voler far eseguire, anche con la forza.

A questi numeri si aggiungono poi gli sfratti legati ai contratti fra privati: “sono 6 o 7 a settimana” – aggiunge Guasasco, “non si tratta di entrare nel merito tanto dei singoli casi, ma serve un ragionamento di sistema. Bisogna premiare ovviamente le persone che pagano regolarmente l’affitto, che rispettano le liste d’attesa dell’Atc senza occupare, che si comportano secondo le regole, ma non si può semplicemente trasformare la situazione in un grande problema sociale. Serve una programmazione di un sistema d’intervento e questo chiediamo al Prefetto”.

A stridere ancor di più con i problemi dell’emergenza abitativa arriva poi un aggiornamento, sicuramente non positivo, della decennale vicenda legata al buco nero dell’Housing Sociale di San Michele, un grande fallimento delle istituzioni costato milioni di euro e ancora incapace di offrire ospitalità a chi ne avrebbe bisogno. A chiederne conto sono i consiglieri del Movimento 5 Stelle: “era stato garantito che entro luglio ci sarebbero state le assegnazioni degli alloggi, già con lunghissimo ritardo. Ma ci risulta che tutto sia di nuovo fermo”.
Restano tutte le criticità legate poi alla collocazione della cascina e alla convivenza con la parrocchia guidata da don Ivo Piccinini: “loro hanno idee molto ambiziose, ma bisogna fare i conti con la realtà. Il luogo è isolato e non servito, si tratta di una situazione difficilissima da gestire, con il serio rischio di creare un ghetto, cosa che nessuno di noi ovviamente vuole – ha sottolineato la direttrice del Cissaca – per questo ci siamo rivolti a realtà che in grandi città gestiscono progetti di Housing Sociale e non è escluso che in futuro la struttura venga affidata in gestione a uno di questi gruppi, che hanno maggiore esperienza per affrontare situazioni così complesse”.