Spara alla schiena del “rivale” dopo una lite, fermato un 23enne
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
26 Giugno 2018
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Spara alla schiena del “rivale” dopo una lite, fermato un 23enne

Ci sarebbero motivi personali alla base della sparatoria di sabato notte al Cristo. La vittima salva per miracolo, il proiettile ha sfiorato il cuore. Fermato il responsabile: si era dato alla fuga e si era tagliato i capelli per sfuggire ai controlli. Denunciati i tre che lo hanno aiutato a nascondersi, sono tutti giovani della provincia

Ci sarebbero motivi personali alla base della sparatoria di sabato notte al Cristo. La vittima salva per miracolo, il proiettile ha sfiorato il cuore. Fermato il responsabile: si era dato alla fuga e si era tagliato i capelli per sfuggire ai controlli. Denunciati i tre che lo hanno aiutato a nascondersi, sono tutti giovani della provincia

CRONACA – Individuato e fermato dopo poco più di 48 ore di serrate indagini da parte degli agenti della squadra Mobile di Alessandria. E’ sottoposto ad un fermo, indiziato di tentato omicidio, Dario Loiacono, 23enne residente in città, per aver ferito un uomo di 34 anni di nazionalità marocchina, sabato notte, in via Basso, nel quartiere Cristo.
La sparatoria è avvenuta dopo una lite, alla presenza di altre persone, scatenano il panico tra i presenti. Loiacono e la vittima si conoscevano da tempo. I rapporti nell’ultimo periodo si erano però incrinati e sembra che i due si fossero minacciati reciprocamente prima di quella notte. Sabato sera i due hanno iniziato a litigare. Loiacono si sarebbe allontanato, per ritornare dopo pochi minuti armato. Avrebbe sparato diversi colpi, forse 4 o addirittura 10. Un proiettile ha colpito l’uomo alla schiena, perforandogli un polmone ed uscendo dal petto. Mentre il magrebino è stato accompagnato all’ospedale da uno dei presenti, Loiacono è fuggito, aiutato da un amico, a bordo di un’auto di grossa cilindrata. Gli agenti che hanno seguito fin da subito le indagini hanno capito che si era nascosto in zona, presso un conoscente, ad Oviglio, in un cascinale. Il giorno dopo si sarebbe recato ad Alessandria, dai genitori, forse per prendere abiti di ricambio e darsi alla macchia. Gli agenti della Mobile lo hanno fermato prima che riuscisse ad allontanarsi. Avrebbe ammesso di avere sparato, giustificando il gesto dicendo che aveva subito a sua volta delle minacce. Potrebbe anche aver agito sotto l’influenza di sostanze stupefacenti ma, dalle prime informazioni raccolte, la sparatoria non sarebbe avvenuta per regolamenti di conti. Dopo essersi dato alla fuga, si era disfatto del telefono cellulare e degli abiti e si era tagliato i capelli per non essere riconosciuto dalle forze dell’ordine che lo stavano cercando. Non è ancora stata trovata l’arma che ha esploso i colpi. Oltre a Loiacono, sono stati denunciati anche altri tre italiani, tutti di età tra i 20 e i 30 anni, per favoreggiamento, per aver aiutato l’indiziato nella fuga.
Il fermo è ora in attesa di essere convalidato dall’autorità giudiziaria. Sia Loiacono che la vittima hanno precedenti di polizia.
Il ferito è stato nel frattempo sottoposto ad intervento chirurgico. La pallottola ha trapassato i polmoni ed è fuoriuscita dal petto, lambendo il cuore. Pochi millimetri e l’organo vitale sarebbe stato colpito.
(nella foto Valentina Ferrareis, capo di Gabinetto, il Questore Michele Morelli, il capo della squadra mobile Marco Poggi) 
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