Alessandria ha davvero una vocazione turistica?
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Alessandria ha davvero una vocazione turistica?

Ecco la seconda parte dell'intervista con l'assessore Roggero, questa volta concentrata sulla promozione del territorio. Dai programmi dell'Amministrazione fino ai problemi più urgenti da affrontare, vi presentiamo il quadro dopo il primo anno di mandato

Ecco la seconda parte dell'intervista con l'assessore Roggero, questa volta concentrata sulla promozione del territorio. Dai programmi dell'Amministrazione fino ai problemi più urgenti da affrontare, vi presentiamo il quadro dopo il primo anno di mandato

ALESSANDRIA – Proseguiamo con la verifica del programma di mandato insieme all’assessore Mattia Roggero: dopo esserci occupati di commercio è tempo di affrontare un’altra delle sue deleghe di peso, quella relativa al comparto turistico e alla promozione del territorio. 

Come punto di partenza è bene rifarsi ancora una volta a quando scritto al riguardo dall’Amministrazione Cuttica, che al tema ha dedicato un capitolo nel suo programma di governo. 

XI) Turismo e Territorio

Il turismo sarà una delle leve fondamentali da attivare. Il binomio cultura e attrattiva turistica, agevolato dalla posizione strategica della città, può consentire un vero e reale rilancio del turismo che passa attraverso la valorizzazione del territorio e dei monumenti. L’Amministrazione Comunale promuoverà il coordinamento, anche attraverso la creazione di una cabina unica di regia, di tutti gli attori del settore, quali la Camera di Commercio, le Associazioni e Istituzioni culturali e sportive, sia pubbliche che private, per razionalizzare e mettere a sistema le offerte e le azioni di promozione e marketing. Alessandria deve essere il punto di partenza, di riferimento di tutto il territorio del Monferrato. “Alessandria porta del Monferrato”, questo è lo slogan vincente. Primario intervento, dato atto della buona situazione della rete autostradale, sarà ripristinare o potenziare i collegamenti su rotaia soprattutto con Milano ed il pavese. Propedeutiche allo sviluppo turistico saranno le azioni e la progettualità sui monumenti

1. potenziamento dei collegamenti ferroviari, in particolare nella tratta per Milano 


2. realizzazione del coordinamento tra gli attori del turismo e della cultura 10

3. sostenere la realizzazione di un plastico multimediale della Provincia di Alessandria, come attrazione unica a livello nazionale (progetto Anfossi) 


4. promozione del territorio attraverso l’adesione a circuiti turistici e culturali nazionali e internazionali mettendo a frutto le peculiarità storiche ed architettoniche della città


Assessore Roggero, cosa è già stato fatto in merito ai punti sopra elencati e su cosa state lavorando? 

Penso che una delle chiavi di sviluppo economico per la città sia proprio quella del turismo: è fondamentale per la città riuscire ad attrarre visitatori dall’Italia e dal mondo. Si tratta di una delle poche leve che abbiamo e le potenzialità per crescere ci sono tutte: nel 2017 Alessandria ha registrato quasi 82 mila turisti in arrivo, per un totale di 159 mila presenze. In particolare stiamo parlando di quasi 48 mila turisti italiani e 34 mila stranieri. Considerando che un vero assessore al turismo è parecchio tempo che ad Alessandria non esisteva, si tratta di un fatto non da poco. 

Quali sono i fattori peculiari su cui state puntando, e con quale piano? 
Bisogna partire dalle nostre potenzialità, a partire dalla logistica del nostro territorio: siamo il punto più accessibile del Monferrato, anche nella proiezione di Langhe e Roero. Possiamo esserne la porta perché qui abbiamo la rete autostradale, ma anche una stazione ferroviaria dalla lunga tradizione. In migliaia stanno firmando per avere un collegamento più efficace con Milano. Aumentare il numero di residenti in città è un elemento di sviluppo, a patto di avere una strategia dietro, che nel nostro caso i prodotti De.co (a denominazione comunale ndr), la pasticceria, il centro storico con alcuni palazzo di pregio, il museo della Bicicletta e i luoghi da valorizzare come la Cittadella. 
 

Avere delle potenzialità però non basta: come si traducono queste caratteristiche in elementi concreti di sviluppo? 
Intanto programmando in maniera scientifica gli eventi che si devono svolgere in città, così da migliorare realmente l’attrattività. Occorre fare rete con i luoghi circostanti, guardandoli come possibilità di fare sistema e non per forza come competitors. Abbiamo molto da imparare rispetto ai nostri vicini, per esempio al lavoro fatto dalle Langhe e dall’Albese in tema di turismo enogastronomico. Noi dobbiamo provare a fare altrettanto.  

Si parla in questi casi di processi di sistema, mediamente lunghi e che spesso sfuggono dalle possibilità d’intervento del singolo Comune. Cosa pensate di poter fare in concreto per rilanciare Alessandria e che pensate di poter promettere? Si guarda a eccellenze piemontesi ma chi arriva in città in stazione non ha neppure un punto informativo per capire dove si trova e cosa offre il territorio… 

E’ verissimo, e su questo bisogna intervenire. Per esempio sono andato personalmente all’ultimo Salone del Libro per presentare gli 850 anni di Alessandria, grazie alla collaborazione di Alexala. 

Alexala appunto, che però ha l’ufficio turistico collocato dentro il Chiostro di Santa Maria di Castello: non esattamente facile da trovare per chi fosse davvero in cerca di informazioni arrivando in stazione.

Anche questo è vero, e lavoreremo per rendere certe informazioni più accessibili e donando maggiore visibilità agli eventi della città. Intanto serve un riordino del calendario, selezionando le iniziative su cui puntare per tempo e dando loro visibilità. Chi potrebbe decidere di venire a trascorrere del tempo in città è importante che sappia cosa possiamo offrire e quando, così da potersi organizzare. Il punto zero per noi, da questo punto di vista, è stato l’insieme delle manifestazioni per gli 850 anni della città e ci auguriamo che sia una svolta verso maggiore pragmatismo e capacità di partire dalle cose semplici, ma farle davvero. 

Concludiamo con il terzo dei grandi temi relativi alle sue deleghe, quello relativo a Commercio e Artigianato. Qui quanto riportato nel programma dell’Amministrazione: 

XIII) Commercio e artigianato

Commercio ed Artigianato, da sempre pilastri e caratteristica dell’economia alessandrina, nonostante la crisi che stanno vivendo restano una fondamentale risorsa per lo sviluppo economico della città, un autentico tessuto connettivo di servizi ed attività economiche che sono contemporaneamente ricchezza sociale e patrimonio imprenditoriale. La loro valorizzazione e il loro sostegno sono preciso e puntuale programma dell’Amministrazione.

1. contenimento della pressione tributaria locale 


2. introduzione di una nuova “politica” della sosta nel centro (riferita, in particolare, nei fine 
settimana e alle festività) 


3. messa a disposizione del “centro commerciale naturale” cittadino di spazi interni all’ex Ospedale Militare, con offerta museale e organizzazione di eventi di alto livello culturale 


4. creazione di una struttura ad hoc – “town center management” – per il coordinamento di iniziative rivolte alla rivitalizzazione della città (manifestazioni, mostre, fiere) 


5. rivisitazione dell’organizzazione del mercato ambulante di piazza Garibaldi e degli altri mercati rionali e messa a norma degli spazi tramite la fornitura di servizi igienici e corrente elettrica 


6. programmazione delle iniziative mercatali, riducendole e riqualificandole, meno quantità più qualità


Di alcuni temi si è già parlato nella prima dell’intervista. Cosa è già stato avviato in merito agli altri punti? 

Alessandria deve tornare al centro, e proprio per quel che riguarda il centro è stato elaborato il progetto finanziato dai fondi Por Fesr, di cui si sta occupando direttamente il sindaco. La ristrutturazione dell’ex ospedale militare è l’esempio più importante di questo approccio. Guardiamo al centro commerciale naturale, vale a dire ricostruire nel centro di Alessandria le caratteristiche tipiche del centro commerciale. E’ un progetto ampio, che porta con sé diverse conseguenze virtuose, di natura economica per i commercianti ma anche legate alla sostenibilità, alla qualità della vita e dell’aria. E per farlo è stato deciso di utilizzare parte dei fondi inizialmente (dalla precedente amministrazione ndr) destinati alla Cittadella. Una scelta coraggiosa sulla quale abbiamo deciso di puntare. 

E sui mercati di Alessandria? Quali provvedimenti saranno intrapresi? 
Avremo a breve una riunione con le realtà sindacali per capire le loro esigenze e criticità. Come detto mi piace prima ascoltare ed è prematuro parlare dei progetti, che pure ci sono. Alcune cose vanno sicuramente realizzate, come dei servizi igienici adeguati. E poi l’idea è quella, anche in questo caso, di puntare sulla qualità dell’offerta, valorizzando le iniziative e le realtà che possono diventare un must per la città. 
In passato si sono fatte tantissime cose, a me interessa però puntare su determinate iniziative che siano caratterizzanti e che ovviamente andranno scelte collettivamente.  

A tal proposito, l’ormai ex assessore Riccardo Molinari in una delle sue ultime uscite da membro dell’Amministrazione ha sottolineato l’importanza di tornare a puntare sulla fiera di San Giorgio. Cosa possiamo aspettarci per il prossimo anno? 
Ci stiamo lavorando sopra, è un’idea che condivido. In Giunta lavoriamo molto in squadra, sia come amministrazione che come Lega, il passato di Alessandria da un punto di vista agricolo è conosciuto da tutti, è giusto tornare a puntarci.  

Quali obiettivi si sente di darsi per il prossimo anno, e per i quali sentirsi soddisfatto se alla prossima verifica si potranno considerare realizzati?
Avere meno negozi sfitti, continuare a vedere l’entusiasmo e la voglia di riscatto che vedo oggi in città; mi piacerebbe riuscire a stimolare un impatto turistico interessante, non tanto come numeri ma come ricaduta positiva tangibile sul commercio alessandrino. Vorrei vedere infine una programmazione definita e ordinata degli eventi cittadini e capire meglio cosa potremo fare per aiutare l’economia locale, continuando a lavorare in sinergia con le realtà del commercio e le associazioni di categoria, anche per produrre quella governance che si rifà al ‘town center management’ citato nel programma. E poi, mi auguro, cominciare a vedere le ricadute positive legate alla no tax area da noi introdotta. 

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