Yally che corre durante il Ramadan: “Ogni giorno è una prova, ci vuole tanta fede”
Sport e Ramadan: quanto è difficile gareggiare ad alti livelli restando a digiuno (fino alle 21) per un mese? Lo abbiamo chiesto a Mamadou Abdoulaye Yally, vincitore dell'edizione 2017 della StrAlessandria: "E' importante non forzare, perché lo senti che le gambe non girano"
Sport e Ramadan: quanto è difficile gareggiare ad alti livelli restando a digiuno (fino alle 21) per un mese? Lo abbiamo chiesto a Mamadou Abdoulaye Yally, vincitore dell'edizione 2017 della StrAlessandria: "E' importante non forzare, perché lo senti che le gambe non girano"
ALESSANDRIA – Per gli atleti di religione islamica arriva sempre quel periodo dell’anno in cui praticare con regolarità e profitto la propria disciplina sportiva diventa un’autentica prova di resistenza e tenacia. Il riferimento va ai tanto temuti (in particolare da allenatori e dirigenti…) 29 giorni di Ramadan. Breve riassunto per chi avesse poca dimestichezza con l’argomento: il Ramadan corrisponde al nono mese dell’anno del calendario islamico, secondo la tradizione periodo nel quale Maometto ricevette la prima rivelazione del Corano. Durante il Ramadan si pratica il digiuno da cibi e bevande, l’astinenza sessuale, non si fuma e, in sostanza, non si possono commettere peccati di nessun genere. Tutto questo dalle 3 alle 21 all’incirca, perché nelle altre sei ore ci si può alimentare normalmente.
Il Ramadan, che quest’anno si celebra dal 16 maggio al 14 giugno, ogni anno giunge con 11 giorni di anticipo rispetto al precedente, retrocedendo di volta in volta in calendario fino a cambiare stagione (nel 2028, ad esempio, il Ramadan inizierà il 28 gennaio e finirà il 25 febbraio). Ad ogni modo, da maggio a settembre, ciò che si può facilmente immaginare di provare praticando una qualsiasi attività sportiva nelle ore pomeridiane senza la possibilità di ingerire liquidi di alcun tipo ci viene suggerito dal significato stesso della parola Ramadan (che deriva dalla radice araba ramiḍa o ar-ramaḍ, ndr), ovvero ‘calore rovente’.
Per capire meglio quanto possa essere complicato praticare sport con regolarità durante il Ramadan abbiamo fatto qualche domanda a Mamadou Abdoulaye Yally (nella foto), runner 24enne di origine senegalese dal 2006 residente ad Alessandria. Sul curriculum di Yally, tra le altre, l’edizione 2017 della StrAlessandria più due secondi posti nell’edizione 2016 e in quella di quest’anno.
Mamadou, il Ramadan è iniziato già da due settimane. Insieme a Francesco Labate, il tuo allenatore, come state gestendo il programma d’allenamento?
Quest’anno, a differenza dell’anno scorso, abbiamo deciso di non interrompere il programma d’allenamento. Anche perché il 24 giugno dovrò correre i 5 mila per le Finali Oro di Modena (i campionati italiani delle società di atletica leggera, ndr), proprio per questo sto cercando di non perdere la giusta forma. Francesco mi segue da anni ormai, e sa bene come devo essere gestito durante il Ramadan per continuare ad essere quantomeno competitivo. In generale, comunque, cerchiamo di non forzare troppo i ritmi. 
Assolutamente no, ci vuole tanta testa. Serve mantenere lo spirito giusto e non perdere la voglia di continuare a fare qualcosa di buono nonostante le particolari condizioni del momento.
Nelle due settimane trascorse come sono cambiati i tuoi allenamenti rispetto al solito?
In questo periodo è importante non andare mai oltre la soglia della fatica, perché stare tante ore senza bere e mangiare è comunque debilitante. Uscendo da lavoro nel tardo pomeriggio (Mamadou lavora in una nota torrefazione alessandrina) di solito inizio ad allenarmi verso le 19, per un’ora e mezza circa. Non di più, anche perché poi la fame e la stanchezza iniziano a farsi sentire (sorride, ndr). La domenica va un po’ meglio perché posso allenarmi di mattina e avendo mangiato l’ultima volta alle 3 ho qualche energia in più rispetto alle sedute serali durante la settimana. A complicare le cose, però, ci si mette anche il sonno. Prima di andare a dormire faccio almeno due pasti per poi svegliarmi verso le 2.30 per mangiare un’altra volta. Quando però la sveglia suona nel cuore della notte riaddormentarsi poi non è semplice.
Il particolare regime alimentare e gli squilibri che questo comporta sullo stato di forma in che modo si ripercuotono poi sulle prestazioni in gara? Si nota un calo evidente della performance?
Si nota eccome. Diventa difficilissimo cambiare passo. Magari con la testa ci sei ma senti che le gambe non rispondono. La scorsa settimana ho vinto la ‘Ra Bisranna’ di Bosco Marengo (classica del podismo locale, ndr) ma per tutta la gara ho mantenuto sempre lo stesso ritmo. Sentivo che le gambe non giravano come al solito, di aumentare il passo non se ne parlava.
A cena come ti regoli nei giorni di Ramadan? Segui una dieta particolare?
Da qualche tempo sono seguito da un dietologo, che è anche il fratello del mio allenatore. Non potendo mangiare durante il giorno alla sera devo integrare nella giusta maniera, anche per non perdere tono muscolare. Il pollo in questo senso è un alimento molto importante. Ovviamente bevo anche qualche bibita ai sali minerali.

Certo che sì. Ogni giorno sei messo alla prova, ogni giorno puoi cadere in tentazione e decidere di mangiare lo stesso qualcosa. Restare a digiuno per così tante ore non è facile. E’ la fede che ti spinge ad andare avanti nella tua scelta, che ti aiuta a non mollare.
Gli amici e i colleghi di lavoro come reagiscono quando osservi il Ramadan? Ti fanno domande o magari esprimono pareri o giudizi particolari?
I colleghi tutti i giorni mi dicono ‘ma chi te lo fa fare?’ (sorride, ndr). In tanti mi consigliano di bere almeno un po’ d’acqua, anche perché a lavoro fa davvero caldo in questo periodo dell’anno. Non è facile resistere in queste condizioni, ci vogliono tanta testa e tanta volontà. Le domande le facevano soprattutto all’inizio, ora mi conoscono bene ma provano lo stesso a convincermi a bere qualcosa, perché comunque mi vedono in difficoltà. Anche i miei compagni d’allenamento quasi mi pregano di bere ogni tanto. Per fortuna la fede è più forte di noi! (sorride ancora, ndr).
In che condizioni pensi di arrivare alle Finali Oro di Modena e di conseguenza con quali ambizioni? Sicuramente non sarò al top della forma, però cercherò lo stesso di dare il meglio. So che ci saranno tanti avversari più forti di me che corrono già sotto i 15′, cosa che io ancora non riesco a fare. Vedremo.
Proprio poco prima di salutarci, però, un piccolo colpo di scena: Yally ci confessa che nella prossima gara in programma domenica 9 (“non so ancora se a Celle Ligure oppure a Cuneo, stiamo valutando”) si concederà una piccola ‘licenza premio’. “Nel week end della gara credo che non osserverò il Ramadan. Ci stiamo avvicinando al periodo delle gare più importanti – spiega Mamadou Yally – e quindi uno strappo alla regola ci può stare. Tanto il giorno di digiuno si può recuperare”. Eh già, perché secondo la tradizione chi si lascia cadere in tentazione può poi rimediare con un giorno in più d’astinenza da acqua e cibo, oppure con un atto di carità verso i più bisognosi. Uno strappo alla regola, quindi, del tutto perdonabile. Ancora undici giorni. Manca poco Yally, Inch’Allah!