Guidava con i documenti di un altro, tradito dalla forma del viso e dall’altezza
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Guidava con i documenti di un altro, tradito dalla forma del viso e dall’altezza

Fermato lungo l'autostrada, un cittadino cinese ha esibito documenti appartenenti ad un connazionale ma gli agenti della polizia stradale se ne sono accorti, nonostante la somiglianza, per la forma del viso e per l'altezza inferiore a quella dichiarata sul documento

Fermato lungo l'autostrada, un cittadino cinese ha esibito documenti appartenenti ad un connazionale ma gli agenti della polizia stradale se ne sono accorti, nonostante la somiglianza, per la forma del viso e per l'altezza inferiore a quella dichiarata sul documento

CRONACA – Contava forse sul fatto che per gli occidentali “i cinesi si somigliano tutti” ma è andata male a Fangchi Peng, cittadino cinese di 24 anni.
L’uomo era stato fermato nel novembre 2015 dalla pattuglia della polizia stradale Alessandria Ovest per un controllo ordinario lungo la A 21, all’altezza di Quattordio. Viaggiava a bordo di una Mercedes coupè, insieme a due connazionali di Torino. Alla richiesta di esibire i documenti, Peng estrae e consegna, senza lasciare trasparire nulla, una carta di identità rilasciata dal comune di Terni e due permessi internazionali di guida. Sui documenti, però, il nome indicato era quello di Zikuan Cao.
Ad accorgersi che la fotografia del documento non era del tutto somigliante all’uomo che avevano di fronte sono stati, appunto, gli agenti.
La forma del viso di Peng risultava più ovale rispetto a quella ritratta. E anche l’altezza lasciava qualche perplessità: veniva dichiarato 180 centimetri ma, ad occhio, l’uomo fermato sembrava più basso di almeno 10 centimetri.
I due agenti hanno quindi proceduto ad una perquisizione personale dell’uomo e del veicolo, dove del vano porta oggetti è “spuntato” un passaporto rilasciato dalla Repubblica Popolare Cinese con la vera identità del conducente, ossia Fangchi Peng. Agli agenti ha detto per giustificarsi che aveva usato i documenti del connazionale perchè il suo permesso di guida non era ancora arrivato. Per aver fornito false dichiarazioni sulla sua identità, dovrà rispondere anche davanti al tribunale di Alessandria, difeso dall’avvocato Giuseppe Cormaio, nell’ottobre dei 2019.
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