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Ex vertici Confapi a giudizio per appropriazione indebita
Compariranno davanti al giudice l'ex presidente e l'ex direttore di Confapi per le fatture emesse per operazioni inesistenti, insieme agli imprenditori che avrebbero fornito le pezze giustificative
Compariranno davanti al giudice l'ex presidente e l'ex direttore di Confapi per le fatture emesse per operazioni inesistenti, insieme agli imprenditori che avrebbero fornito le pezze giustificative
CRONACA – Lo scandalo nella sede Confapi, associazione piccoli imprenditori, scoppiò nel 2013. A distanza di quasi cinque anni, l’ex direttore Enrico Taverna e l’ex presidente Giuseppe Garlando dovranno comparire in giudizio davanti al tribunale di Alessandria per rispondere dell’accusa di appropriazione indebita. Un lungo iter preparatorio, concluso ieri, davanti al giudice per le indagini preliminari che ha disposto il rinvio a giudizio per il giugno del prossimo anno, 2019. Insieme ai vertici dell’associazione, dovranno comparire anche gli imprenditori Alberto Waldner, 69 anni di Merano, Renzo Dolzan, 51, di Bolzano, e Mario Marocco, 64, di Santena. Solo Luca Guerra, 28 anni di Bolzano, difeso dall’avvocato Roberto Paci, ha optato per il patteggiamento della pena di un anno.
Il “caso” scoppiò” nel 2013 quando Garlando fece estromettere dall’incarico Taverna. Il presidente, infatti, aveva avuto sospetti sul fatto che il direttore avesse prodotto una falsa documentazione con pezze giustificative per operazioni in realtà inesistenti, con lo scopo di creare delle passività da portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi della società al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, appropriandosi inoltre di ingenti somme di denaro.
Taverna, difeso dall’avvocato Goglino, ha sempre sostenuto che le operazioni erano avvallate dal presidente. Questi, invece, difeso dall’avvocato Marelli, sostiene invece che non vi fu nessun avvallo da parte sua. Il ruolo degli imprenditori sarebbe stato, invece, quello di emettere le fatture per operazioni non reali.
Confapi, a seguito di quello scandalo, chiuse i battenti, per riaprire, poi, con rinnovati organi dirigenti ed elettivi.