I Grigi uniscono, la viabilità divide. E in Cittadella regna sempre più il caos per le auto
Dopo i festeggiamenti collettivi per la vittoria della Coppa Italia, oggi la vita riprende con una spaccatura sempre più evidente fra favorevoli e contrari alla riapertura alle auto del tratto di piazza della Libertà e di tutta via Dossena decisa dall'Amministrazione, sconfessando le scelte strategiche fatte dalla precedente giunta
Dopo i festeggiamenti collettivi per la vittoria della Coppa Italia, oggi la vita riprende con una spaccatura sempre più evidente fra favorevoli e contrari alla riapertura alle auto del tratto di piazza della Libertà e di tutta via Dossena decisa dall'Amministrazione, sconfessando le scelte strategiche fatte dalla precedente giunta
ALESSANDRIA – Se la grande vittoria dei Grigi, ottenuta in rimonta mercoledì 25 aprile, ha regalato un pomeriggio di gioia a tutta la città, culminato in un corteo spontaneo che ha attraversato il centro con cori e bandiere festanti, oggi la città torna a una spaccatura che in questi giorni sta animando la discussione nelle piazze, nei bar e, immancabilmente, sui social networks.
Stiamo parlando della decisione annunciata dall’Amministrazione, per voce del vicesindaco e assessore alla viabilità Davide Buzzi Langhi, di tornare ad aprire al traffico l’intero anello di piazza della Libertà (dopo aver installato un pilomat che ne consenta la chiusura in caso di eventi specifici) e di via Dossena, consentendo così alle auto di tornare a circolare davanti a Palazzo Rosso e sconfessando l’impostazione strategica che la precedente Giunta aveva dimostrato di voler dare, vale a dire l’individuazione di alcune aree interdette al traffico, da espandere nel tempo. Sulla base di questa volontà era stato dato incarico alla società Trt di Milano di studiare i flussi di traffico in città e ipotizzare linee di sviluppo per il Piano di Mobilità Sostenibile, un documento strategico d’importanza fondamentale che avrebbe dovuto portare Alessandria a una progressiva chiusura del centro alle auto, da attuare con un piano pluriennale. Inutile dire che si è trattato di un lavoro appena pagato e a questo punto in buona parte di dubbia utilità.

Verso che modello siamo diretti dunque? La scelta pare essere quella di favorire il più possibile la volontà di quegli alessandrini che desiderano arrivare (e girare) in centro con l’auto, magari potendo godere di posteggi a tariffe agevolate per soste rapide, giusto il tempo di qualche compera.
Le ragioni di chi vorrebbe una città meno inquinata (sicuramente la presenza di più auto in coda non va in quella direzione) e più a misura di pedoni e di biciclette pare non possano nulla contro l’idea (e il peso) di alcuni commercianti. Che restano solamente una parte peraltro, perché c’è anche chi, in controtendenza con l’idea sposata dalla Giunta, ritiene che proprio la progressiva pedonalizzazione del centro potrebbe essere la chiave per un suo rilancio, partendo dalla constatazione che l’equazione più auto uguale più clienti sia tutta da dimostrare.
Guardandoci intorno, moltissime città della dimensione vicina ad Alessandria hanno da tempo in realtà puntato sulla creazione di una ztl e sull’incentivazione dell’utilizzo di mezzi pubblici e della bicicletta, anche in situazioni oggettivamente meno favorevoli di quelle presenti nel nostro capoluogo, che presenta un nucleo centrale piuttosto raccolto e completamente pianeggiante (chissà cosa penserà la Line, partner di maggioranza di Amag Mobilità, che ha investito ingenti risorse per risollevare il sistema di trasporto pubblico cittadino, di questa decisione della Giunta di favorire sempre più le auto private).

Se spesso si inneggia a città che hanno puntato su bicicletta e mezzi pubblici, basta poi fare un giro per Alessandria per trovarsi di fronte a un’impietosa evidenza: siamo dipendenti dalle auto per nostra scelta, tendiamo spesso a usare il mezzo privato per qualsiasi cosa, a preferirlo a una passeggiata o a una corsa in autobus anche quando non sarebbe la scelta più sana, rapida e conveniente, salvo poi lamentarci di come stiano andando le cose. E’ certamente più facile prendersela con un’Amministrazione, che ha in fondo il compito di ascoltare il “sentiment” dei propri elettori e dei cittadini per prendere decisioni, che fare un po’ di sana autocritica. E’ vero, si potrebbero chiedere scelte lungimiranti e capaci di instillare negli abitanti buone pratiche, da far metabolizzare in maniera progressiva, ma spesso l’impopolarità di certe scelte si paga nel breve periodo, magari con una mancata rielezione, e non tutti sono disposti a correre questo rischio.
L’esempio forse più evidente di quanto siano grandi le colpe dei cittadini è quello legato al caos che si genera nei giorni festivi in Cittadella. L’ingresso alle auto è vietato, sono stati recentemente potenziati e risistemati i parcheggi immediatamente adiacenti alla fortezza, è stato costruito il ponte Meier con un’ampia passerella pedonale per favorire la passeggiata naturale verso la fortezza, sono stati fatti nuovi appelli ricordando che non è consentita la sosta all’interno delle mura ma le immagini parlano più di mille parole. Questa è la situazione filmata ieri, mercoledì 25 aprile, dopo gli accorati appelli a non ripetere le irregolarità degli scorsi weekend e a rispettare il cartello che impedisce l’accesso con le auto. Per liberare la piazza interna da tutti i veicoli che l’avevano occupata sono servite in totale quasi due ore, capaci di rendere l’aria di quello che è il polmone verde della città praticamente irrespirabile.