Non dovevamo essere come Stoccolma? Le occasioni perse per riavere un mercato coperto
Per il neo nominato assessore al commercio Roggero una delle sfide più affascinanti potrebbe essere quella legata al recupero di una delle strutture da dedicare alla riscoperta di un mercato coperto cittadino, spazio per ospitare i piccoli commercianti in un centro commerciale naturale. Finora i progetti, pomposi, si sono vaporizzati
Per il neo nominato assessore al commercio Roggero una delle sfide più affascinanti potrebbe essere quella legata al recupero di una delle strutture da dedicare alla riscoperta di un mercato coperto cittadino, spazio per ospitare i piccoli commercianti in un centro commerciale naturale. Finora i progetti, pomposi, si sono vaporizzati
Poi avremmo dovuto attendere sempre poche settimane per ammirare un rilancio in grande stile del grande spazio di via San Lorenzo, erede “storico” dell’ex mercato coperto di Alessandria: ci hanno raccontato che avrebbero potuto trovare posto uffici comunali, attività d’intrattenimento e di presentazione della cultura cittadina, capaci di attirare curiosi e acquirenti che avrebbero potuto riempire i negozi che lì avrebbero scelto di insediarsi, godendo di affitti gratuiti per il primo anno. Basta osservare quanto sia ancora vuota (per non dire sostanzialmente deserta) e spoglia la struttura per rendersi conto di quanto i piani stiano andando, anche in questo caso, ben diversamente dai rendering e dai programmi presentati (peraltro “presi a prestito” da siti di costruizioni esteri, senza farne riferimento. “Si trattava di una fonte d’ispirazione” era stato detto).


Ad oggi, dopo mesi di promesse vane, tutto pare scivolato verso un silenzioso presagio di abbandono dei progetti di rilancio di entrambi gli spazi. Una scelta dolorosa per la città, non solamente per l’occasione persa di alimentare un luogo a sostegno del piccolo commercio, ma anche per il mancato recupero di spazi dalle dimensioni assai considerevoli che sono collocati in punti strategici della città e che invece che servire al rilancio della città finisco per contribuire a quella sensazione di degrado e noncuranza che incide sulla qualità complessiva dell’esperienza di vita in città, sia degli abitanti che di potenziali visitatori.