Gli errori del Pisu e l’assenza di un vero piano strategico per la città
L'amministrazione Rossa fa un mea culpa relativamente ai fondi utilizzati per il Pisu: "si sarebbero potuti spendere meglio", ma la sensazione è che anche oggi manchi un piano organico per il rilancio della città capace di valorizzarla e di integrare gli interventi futuri. Il rischio è continuare a sovrapporre 'rattoppi giustapposti'
L'amministrazione Rossa fa un mea culpa relativamente ai fondi utilizzati per il Pisu: "si sarebbero potuti spendere meglio", ma la sensazione è che anche oggi manchi un piano organico per il rilancio della città capace di valorizzarla e di integrare gli interventi futuri. Il rischio è continuare a sovrapporre 'rattoppi giustapposti'
ALESSANDRIA – Quando c’è un malanno, si possono curare i sintomi o le cause della malattia. Solitamente è importante affrontare entrambe le cose, se si vuole riuscire a rimettere in salute chi non sta bene. Che il centro del nostro capoluogo non se la passi per il meglio è un assunto su cui tutti concordano, maggioranza e opposizione, commercianti e semplici cittadini. Sui rimedi per risollevarlo però le idee si fanno più nebulose, in attesa che venga individuato il nuovo assessore al commercio, che “dovrà essere un commerciante o un tecnico, un esperto dei nostri problemi” ripetono gli esercenti.
Intanto l’Amministrazione Cuttica annuncia l’adesione al bando della Regione con un investimento potenziale di 350 mila euro, che si sommerebbe al contributo da Torino di altri 150 mila euro, per un totale di mezzo milione d’interventi, finalizzati però alla creazione di percorsi del commercio, con il rifacimento di vie e illuminazioni, mantenendo l’aspetto dei lampioni “storici” ma inserendo luci a led più luminose e moderne. “La tonalità della luce verrà scelta insieme ai commercianti, e avrà il pregio di migliorare la resa dei colori degli oggetti esposti nelle vetrine” è stato sottolineato durante la conferenza stampa svoltasi alcuni giorni fa a Palazzo Rosso.

Quello che però per ora sfugge è il piano complessivo che sottostà a questo tipo d’interventi. Una prova di quanto possa essere dannoso un patchwork di azioni giustapposte senza una regia comune, specie quando si parla di interventi di riqualificazione, è costituito per esempio dal Pisu che ha interessato il quartiere di Borgo Rovereto negli ultimi anni. A parlarne come un mezzo fallimento è stato l’ex assessore al bilancio Giorgio Abonante, membro di spicco dell’ex giunta Rossa, che durante una Commissione la scorsa settimana ha fatto un pubblico mea culpa, avanzando la speranza che per gli interventi futuri le cose possano andare diversamente: “si è investito con interventi che sono stati giustapposti, con un progetto che è stato più dei tecnici che non dei politici. Serve invece che la responsabilità politica e la regia di certe scelte sia forte, capace di dare un piano e una visione complessiva”. Il simbolo di quel fallimento è probabilmente via Dossena, dove le serrande di tanti negozi sono rimaste abbassate e oggi si ragiona di un ritorno all’apertura al traffico, sconfessando gli interventi compiuti pochi anni fa.
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