Trovato petrolio in Cittadella: la città si sveglia ricca
Storica scoperta nella fortezza: è presente un vasto giacimento di greggio nel sottosuolo, rinvenuto con precisione dalle apparecchiature della Sovrintendenza a seguito di indagini di routine. Una volta avviata l'estrazione bisognerà solo decidere come utilizzare le enormi risorse garantite dall'"oro nero"
Storica scoperta nella fortezza: è presente un vasto giacimento di greggio nel sottosuolo, rinvenuto con precisione dalle apparecchiature della Sovrintendenza a seguito di indagini di routine. Una volta avviata l'estrazione bisognerà solo decidere come utilizzare le enormi risorse garantite dall'"oro nero"
ALESSANDRIA – La Cittadella ci ha ormai abituati a colpi di scena, ma l’ultimo, clamoroso, non può che lasciare tutti con la bocca aperta e lo sguardo incredulo.
Durante una serie di controlli realizzati dai geologi in forza alla Sovrintendenza, con il compito di compiere una ricognizione dello stato di salute del sottosuolo appartenuto all’ex quartiere Bergoglio (o Borgoglio che dir si voglia) è stato trovato un giacimento di petrolio definito fin da subito “ingente”.
Informazioni maggiori si potranno avere entro qualche ora, ma quel che pare chiaro è che quello elargito dalla storica fortezza appare un dono francamente inaspettato per la città. Mentre gli alessandrini da tempo si arrovellano su cosa si possa fare per salvare la Cittadella, pare sarà quest’ultima a venire incontro alla città, con un’elargizione capace di stravolge Alessandria già a partire dai prossimi anni.
Come successo per altre città in giro per il mondo, il ritrovamento di giacimenti petroliferi rappresenta un evento meno raro di quanto si possa immaginare, e la fortezza ha contribuito a mantenere finora inesplorato il terreno sotto di essa, celando il suo segreto.

Sebbene la Cittadella sia di proprietà statale, il terreno sottostante è di piena pertinenza comunale, e sarà pertanto Alessandria a poter godere in prima istanza dei proventi derivanti dall’estrazione, sempre che il Consiglio Comunale decida di deliberare in questa direzione.
Vista la delicatezza della questione infatti, e le sue ricadute sulla città, “è anche possibile che si opti – fanno sapere dall’Amministrazione – per un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza, da svolgersi in piazza della Libertà, per presentare i dati che emergeranno alla fine delle indagini che sono già in corso, con la possibilità di indire un referendum cittadino straordinario per scegliere o meno se procedere con l’estrazione”.
Il primo pozzo in piazza d’Armi
Vista la collocazione del giacimento, stratificato longitudinarmente per buona parte del territorio al di sotto della fortezza, le prime ipotesi parlano di un pozzo estrattivo da collocare in piazza d’Armi, luogo ideale visto che consentirebbe di non toccare gli edifici circostanti, sfruttando il grande spiazzo centrale per gli scavi necessari.

Per vedere il primo “fiume di denaro” invadere le strade di Alessandria, sarà però necessario attendere almeno la fine del 2019.
Un regalo pertanto da scartare con lieve ritardo rispetto agli 850 anni che la città festeggerà fra qualche mese, ma non per questo meno gradito.
Una stima assai grossolana, al tasso di vendita attuale, consente di immaginare un gettito per Palazzo Rosso e gli alessandrini, al netto dei costi di estrazione una volta che gli impianti saranno arrivati a regime, pari ad almeno 60 milioni di euro l’anno, capaci non solamente di rilanciare commercio, teatro e università, sistemare il centro storico e le periferie, ma anche di eliminare la necessità di qualsiasi imposta comunale per gli anni a venire. E non è tutto: le risorse potrebbero consentire più di qualche ragionamento sull‘introduzione di un reddito di cittadinanza su base locale, arrivando a garantire una rendita mensile a chi vive in città. 
Vista la quantità e la costanza dei proventi previsti dall’estrazione, l’Amministrazione avrà solo l’imbarazzo della scelta su come investire i ricavi: “è presto per fare programmi – spiegano da Palazzo Rosso – ma è chiaro che quel petrolio è degli alessandrini e dovranno avere la priorità. Ora che la città è ricca ci troviamo con il problema opposto rispetto a solo qualche giorno fa. Bisognerà evitare che tanti residenti in altre città, a partire dalle più popolose vicino a noi, decidano di trasferirsi qui per beneficiare di questo tesoro. Essere al centro del triangolo Genova, Torino e Milano ci espone un po’ al rischio di essere invasi”.
I problemi ambientali
Non ci sono però solo buone notizie legate alla incredibile scoperta. Restano infatti da stimare i danni ambientali che un simile ritrovamento, quasi sicuramente, porterà con sé.
Al di là degli ovvi rischi che i lavori di estrazione provochino ulteriori crepe nelle strutture della Cittadella, e che le combustioni possano peggiorare la qualità dell’aria (anche se con le cifre a disposizione non sarà difficile implementare aiuole mangia-smog molto più grandi rispetto a quelle installate di recente in centro), il pericolo di un danno ambientale è purtroppo dietro l’angolo. “Anche se cercheremo di prendere le adeguate precauzioni – spiegano gli esperti che da questa mattina stanno svolgendo i primi rilievi – non possiamo escludere piccoli sversamenti di greggio in Tanaro, considerando la vicinanza con il giacimento e le problematiche di estrazione. Se non si riuscirà ad essere sufficientemente attenti, c’è la possibilità concreta che molti pesci paghino le conseguenze di questa scoperta”.