Insegnante presa di mira dagli alunni, parla il dirigente: “I ragazzi hanno capito, si sono scusati”
Il dirigente scolastico dell'Istituto Vinci spiega le motivazioni della sanzione (sospensione e pulizia dei cestini) alla classe che aveva preso di mira l'insegnante: Scelta votata all'unanimità dal consiglio di classe. Comunque mi sono riservato la possibilità di sporgere denuncia
Il dirigente scolastico dell'Istituto Vinci spiega le motivazioni della sanzione (sospensione e pulizia dei cestini) alla classe che aveva preso di mira l'insegnante: ?Scelta votata all'unanimità dal consiglio di classe. Comunque mi sono riservato la possibilità di sporgere denuncia?
ALESSANDRIA – “Tutta la classe dei 28 alunni si sono già scusati. Hanno inviato una lettera il giorno dopo, indirizzata a me, in qualità di dirigente, e all’insegnate. Chiedono scusa e di avere un’altra possibilità per migliorarsi”. Il dirigente dell’istituto Vinci di Alessandria, Salvatore Ossino, insieme agli alunni di una classe prima, è nell’occhio dello tsunami mediatico per il caso della professoressa “bullizzata” dagli alunni .“Non nascondo nulla, anzi, ci tengo a spiegare cosa è successo e i provvedimenti che sono stati adottati”, dice dal suo ufficio di via Trotti, dove ha sede l’istituto tecnico commerciale.
Capita, per fortuna , che passa davanti all’aula del primo piano un ragazzo che frequenta la classe quinta. Sente rumore e mette la testa dentro. Chiede immediatamente ai “primini” cosa stessero facendo e chiama il personale ausiliario dell’istituto.
“Il giorno dopo ho convocato i rappresentanti degli alunni chiedendo loro cosa era accaduto e chi fossero i responsabili. Non hanno voluto indicare nessuno. Ho convocato i genitori e indetto il consiglio di classe. La scelta della sanzione è stata unanime e condivisa”. Lo stesso giorno, arriva anche la lettera di scuse degli alunni.
La sanzione è consistita nella sospensione di un mese, una settimana a rotazione, per tutti di quindici minuti al giorno, durante i quali gli alunni, accompagnati da un insegnante e da un bidello, hanno svolto “lavori utili”, dallo svuotamento dei cestini, alla sistemazione dei libri.
“Se li avessi sospesi dalle lezioni, sarebbe stata per loro una sorta di vacanza” spiega Ossino. A chi ritiene che la sanzione si troppo lieve risponde che “il messaggio è arrivato. E’ una classe che non aveva mai dato problemi. Il nostro compito non è quello di fare gli inquisitori, ma di educare. Si sono scusati e hanno recepito la gravità del fatto”.
Finisce tutto qui? “Nel verbale del consiglio di classe mi sono riservato la possibilità di procedere con una denuncia. Sono tutti minori e, in ogni caso, la stessa insegnante non sembra intenzionata a procedere. Non ha neppure fatto nomi. Per questo abbiamo ritenuto che la sanzione andasse estesa a tutti”. Lo scrutinio di aprile sarà l’occasione “per fare una prima verifica, valutare se hanno recepito che esistono diritti e doveri”. Usa termini pacati, il dirigente, senza mai eccedere nei giudizi. Quasi volesse “riabilitarli”: “in questo momento si sentono additati ma, ripeto, il nostro ruolo è quello di educare. Come è già scritto nel verbale del consiglio, c’è l’impegno della scuola ad organizzare momenti educativi e formativi con la Polizia Postale in modo che capiscanoa fondo l’episodio. Ricordo poi che la scuola è capofila nel progetto anti-bullismo”.