Elezioni UPO, Alessandria al centro della disputa. Sarà la volta buona?
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G. P. - redazione@alessandrianews.it  
16 Marzo 2018
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Elezioni UPO, Alessandria al centro della disputa. Sarà la volta buona?

Salvatore Rizzello e Gian Carlo Avanzi, i due candidati al Rettorato dell'UPO. Entrambi sostengono di voler investire sulla città. "Caserma, San Francesco e Seminario per un campus che sia polo culturale" dice il candidato 'alessandrino'

Salvatore Rizzello e Gian Carlo Avanzi, i due candidati al Rettorato dell'UPO. Entrambi sostengono di voler investire sulla città. "Caserma, San Francesco e Seminario per un campus che sia polo culturale" dice il candidato 'alessandrino'

ALESSANDRIA – La partita per il Rettorato dell’UPO che stanno giocando i due candidati sarà determinante per lo sviluppo di Alessandria come città universitaria, dopo 20 anni dalla nascita dell’Ateneo del Piemonte Orientale, da una costola di UniTo.

A fine maggio si vota per i prossimi sei anni di governo universitario: gli unici contendenti alla poltrona che lascerà libera il Magnifico Cesare Emanuel, per ora, sono il direttore di ‘Palazzo Borsalino’, Salvatore Rizzello, e il docente di medicina interna a Novara, Gian Carlo Avanzi.

Rizzello ha giocato d’anticipo presentando fin d’ora il suo programma incentrato sul ‘riequilibro degli investimenti ad Alessandria, penalizzata rispetto agli investimenti su Novara e Vercelli’, come già specificato in una precedente intervista. “Chiediamo di usare la caserma dei carabinieri, già ceduta dalla Provincia all’Ateneo nel 1988 per gli uffici dei docenti e liberare spazi a Palazzo. Il Seminario del Vescovado può già diventare un dormitorio per 80 studenti e mensa per 120, mentre l’ex chiesa di San Francesco – tanto cara al sindaco Cuttica – se recuperata può diventare un centro culturale alessandrino, usato per creare vita universitaria, eventi, mostre, convegni, ed aprire l’Università alla Città. L’UPO deve diventare il punto di riferimento sociale e culturale di un territorio che può finalmente diventare città universitaria”.

Il direttore ‘alessandrino’ del dipartimento di giurisprudenza e scienze politiche guarda con favore all’asse Asti-Alessandria: nelle Langhe si sta già costruendo una sorta di campus e la sinergia con i ‘cugini’ potrebbe aiutare a radicare l’UPO nel Basso Piemonte. 

Anche Avanzi promette investimenti su Alessandria ammettendo il gap con le altre città e la mancanza di un campus, anche se per ragioni diverse. Ha incontrato informalmente il primo cittadino, rassicurandolo che un eventuale Rettore novarese farà comunque il bene di tutto l’Ateneo e di Alessandria città riconosciuta più bisognosa. “Il Rettore di solito non fa gli interessi della propria facoltà per non essere accusato di favoritismo”, sottolinea Avanzi, “Sarò il Rettore di tutti: Alessandria ha bisogno di infrastrutture. I giovani portano idee nuove e investimenti nelle città in cui vivono. Serve anche nuova didattica, corsi e master mirati in base a ciò che chiede il mondo del lavoro. E portare medicina ad Alessandria”.

La facoltà della discordia, per Avanzi si può fare, aprendo un anno di studi per volta, finché le materie potranno essere insegnate al Disit. Poi sinergia con l’Ospedale per 50 studenti a step, fino a 300. Per Rizzello meglio dirottare le forze su altre specializzazioni più avviate e sicure.

Pare quindi che al centro dei pensieri dei due candidati ci sia Alessandria, che in queste elezioni universitarie potrebbe uscirne sempre vincente, almeno nelle promesse elettorali.

Bisogna solo scegliere tra un candidato più alessandrino, Rizzello, che conosce benissimo il tessuto mandrogno, o Avanzi che assicura attenzione (“Verrò ad Alessandria una volta a settimana e nominerò il prof. Barbero del Disit mio Pro Rettore”) in “continuità” con Emanuel.
 

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