Haeres inadempiente, i curatori si riprendono la Borsalino
Si apprende solo oggi che il 20 febbraio i curatori fallimentari hanno risolto il contratto d'affitto del ramo produttivo perché in arretrato con i pagamenti. Diciotto grandi investitori pronti a rilevare marchio e azienda, ma i sindacati sono preoccupati: "Il nuovo proprietario deve garantire occupazione sul territorio"
Si apprende solo oggi che il 20 febbraio i curatori fallimentari hanno risolto il contratto d'affitto del ramo produttivo perché in arretrato con i pagamenti. Diciotto grandi investitori pronti a rilevare marchio e azienda, ma i sindacati sono preoccupati: "Il nuovo proprietario deve garantire occupazione sul territorio"
ALESSANDRIA – Non passa settimana senza un ‘colpo di scena’ per la Borsalino, il cui destino è nelle mani dei curatori fallimentari.
Nell’incontro di venersì 2 marzo a Spinetta Marengo tra gli stessi Stefano Ambrosini e Paola Barisone, e i sindacati è emerso che la Haeres non avrebbe pagato in tempo le mensilità per l’affitto del ramo d’azienda del cappellificio, dichiarato fallito nel 2017.
La società di investimento dell’imprenditore svizzero Philipe Camperio avrebbe saldato i mesi arretrati solo oggi. Invano, perché i curatori hanno risolto il contratto il 20 febbraio, per inadempimento.
La Haeres dovrà restituire entro 90 giorni l’azienda ai curatori, i quali andranno alla ricerca immediata di un compratore che rilevi tutto in blocco.
La Haeres potrebbe rilanciare acquisendo la Borsalino in toto, continuando quindi produzione e vendita, come lo stesso Camperio ha ribadito di persona ai lavoratori, qualche giorno fa. “Ogni giorno si complica”, commentano i sindacati, “siamo preoccupati”.
Il destino dei lavoratori è quindi legato al prossimo passo fondamentale, ovvero la ricerca in tempi rapidissimi di un compratore che acquisisca l’intero complesso aziendale e il brand. Pare che le manifestazioni di interesse verso la Borsalino sul tavolo dei curatori siano diciotto, molte delle quali disposte – sulla carta – a mantenere la produzione a Spinetta.
“Abbiamo chiesto di inserire una clausola sociale per la tutela dei dipendenti”, ha sottolineato Maria Iennaco, “resta comunque il timore sulla riuscita della vendita. Stupisce comunque la mancanza di dialogo tra Haeres e curatori”.
Dal canto suo la società di Camperio risponde: “A fronte dell’ingiusta iniziativa assunta dal Fallimento Borsalino, Haeres valuterà ogni più opportuna azione a tutela della propria immagine, dei propri diritti e della continuità aziendale”, sostenendo di avere saldato a fine febbraio e non il 2 marzo e che comunque “la clausola della rescissione non scatterebbe dopo una sola mensilità saltata”.