Bergoglio 3.0: il progetto da 400 milioni di euro per salvare la Cittadella con un festival musicale
Una cordata di imprenditori privati è pronta a prendere in gestione la Cittadella mediante un partenariato pubblico-privato che consenta di rendere la fortezza una delle capitali europee dei festival musicali, così da generare in 20 anni risorse economiche per un pieno recupero e rilancio della struttura
Una cordata di imprenditori privati è pronta a prendere in gestione la Cittadella mediante un partenariato pubblico-privato che consenta di rendere la fortezza una delle capitali europee dei festival musicali, così da generare in 20 anni risorse economiche per un pieno recupero e rilancio della struttura
ALESSANDRIA – “Per più di sette secoli il sedime dove ora campeggiano i bastioni della Cittadella è stato teatro di vita civile, scambi commerciali e rapporti con i territori adiacenti. Tutto ciò, agli albori del XXI secolo, può essere adattato, rinsaldato e rafforzato al termine di tre secoli di un utilizzo del luogo puramente militare”.
Si è aperta con queste parole, pronunciate da Emiliano Poggio, ideatore e promotore di “Bergoglio 3.0 luogo antico vita nuova”, e il coordinatore di un gruppo di professionisti e di aziende che da circa sei anni lavorano alla stesura del piano industriale, la conferenza di presentazione di uno dei progetti sicuramente più ambiziosi mai presentati in città.
L’idea di fondo è quella di consentire alla Cittadella di tornare a vivere con un piano d’investimenti ventennale che prenda il là da un primo “motore economico” rappresentato da un grande festival musicale, un evento da almeno 50 mila paganti (da incrementare nel tempo), simile a quelli che si svolgono con profitto in altre città europee (con costi che si aggirano anche sui 10-12 milioni di euro all’anno e ricavi per 90 milioni), capace di “dare il là” a una serie di investimenti pluriennali di soggetti privati che lavorarebbero di anno in anno al recupero di parti della fortezza, in accordo con il Ministero e la città, via via che i profitti ricavati dal festival si farebbero più consistenti. “Via via che le fasi di ristrutturazione, rifunzionalizzazione, messa a reddito si amplieranno, potranno partire altri motori economici indipendenti, capaci di valorizzare la fortezza ma soprattutto di garantirle una sussistenza e una sostenibilità nel tempo, sia economica che energetica, svincolandola dalla necessità di ricevere fondi da parte dello Stato”.
“Il progetto è interamente finanziato in ambito privato già dalla prima fase di impianto (circa 20 milioni di euro) – spiegano gli ideatori – e si articola in venti anni con il completo recupero strutturale e funzionale della Cittadella, per circa 375 milioni di euro di investimenti previsti. È importante sottolineare quanto il progetto sia concepito per essere inclusivo e non esclusivo. Il progetto è lontano dal voler essere una speculazione privatistica: la Cittadella di Alessandria è un bene monumentale dello Stato (e quindi di ogni cittadino), un tesoro culturale di inestimabile valore del contesto territoriale piemontese, e tale deve rimanere nell’accezione più alta del termine”.
Come fare dunque?
Secondo il gruppo di lavoro, che garantisce di avere alle spalle una cordata di solidi imprenditori del nord Italia pronti a partire con il progetto domani stesso, magari in attesa che altri partners internazionali possano unirsi, sarebbe possibile richiamare dopo alcuni anni di rodaggio oltre 150 mila persone da tutta Europa per un grande evento musicale internazionale, capace non solo di generare un indotto utile per reinvestire parte dei proventi in Cittadella, ma anche per far conoscere e valorizzare il resto del patrimonio culturale e artistico della città, come il polo di Marengo e gli altri monumenti e siti, oltre alle eccellenze del territorio. Una sfida nella sfida per Alessandria che dovrebbe aprirsi a una dimensione europea e trovare energie e capacità di raccontarsi a un vasto pubblico di turisti.
Il Festival
“Il processo di ricollocazione geografica dei flussi turistici ed il loro conseguente intercettamento necessita di un costante lavoro di coordinamento e di coinvolgimento (classe dirigente, politica, industria, commercio), che richiedono una tempistica serrata ma con un ritmo di maturazione vincolato a variabili decisamente diversificate, che devono essere gestite e condotte verso direzioni raggiungibili con una giusta e articolata scansione temporale. È importante inoltre ricordare quanto sia importante capire che la riqualificazione non è sufficiente se non viene supportata da infrastrutture, attività che creino ricchezza e da processi di comunicazione e di sensibilizzazione forti, concrete e capillari, che giustifichino gli investimenti importanti messi in atto, in questo caso, per il restauro della Cittadella. Le somme spese risulterebbero altrimenti completamente inutili”.
Da queste premesse nasce l’idea, da parte del gruppo, che studia al progetto da anni, di realizzare un grande festival musicale, che si svolgerebbe sugli spalti della Cittadella, vale a dire 40-45 ettari di prato che in estate potrebbero ospitare diversi palchi capaci di animare la rassegna con concerti no stop durante tutta la giornata e di diversi generi musicali, con l’interno della Cittadella che potrebbe servire per ospitare eventi minori e di contorno, così da limitare l’impatto che una tale massa di persone potrebbe avere sulla fortezza”.
Con il tempo potrebbero essere avviati altri progetti in altre parti della Cittadella, anche non legati alla musica e capaci di autosostenersi nel tempo.
Il Partenariato
Fra i soggetti da coinvolgere, secondo gli organizzatori, vi sarebbero:
– Agenzia del Demanio: l’agenzia statale che possiede proprietà pubbliche;
– Soprintendenza Beni Architettonici e Culturali del Piemonte: l’attuale gestione pubblica – è un’emanazione periferica pubblica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Attività Culturali e Turismo;
– Città di Alessandria: il Municipio, il riferimento territoriale per la Cittadella;
– Regione Piemonte: la Regione Piemonte, insieme alla Città di Alessandria, funge da legante politico alle azioni formali e amministrative svolte dalla Soprintendenza e dall’Agenzia del Demanio.
“Dopo un lungo periodo di valutazione delle diverse soluzioni per la fortezza, siamo giunti alla conclusione che una governance unitaria in un’ottica di partenariato, ove lo Stato – nelle sue diverse forme istituzionali, e di concerto con i soggetti pubblici locali competenti – controlli l’operato del privato, può realmente e concretamente traghettare la Cittadella verso un futuro senza precedenti”.
“Lo Stato, in accordo con le sue varie forme istituzionali e in consultazione con gli enti pubblici locali competenti attraverso un protocollo di intesa, esercita il suo ruolo di controllo sul lavoro del privato.
Il privato, invece, può concentrarsi sulla fornitura delle giuste e appropriate competenze, traendo la sua efficienza da un’esperienza più agile e a prova di mercato sfruttando le risorse degli investitori che sono pronti ad agire. Già nella giornata di domani se ci fossero le condizioni di Partenariato”.

– Responsabilità nei confronti del luogo, delle istituzioni che ne detengono la proprietà e ne preservano l’identità, della comunità locale e nazionale tutta, della memoria collettiva
– Doveri nei confronti della proprietà e di tutta la comunità nel porre in atto ogni strategia imprenditoriale possibile per “lasciare questo luogo meglio di quanto non lo si sia trovato”
– Diritti di poter realizzare tutto ciò che possa essere utile e proficuo, ma nel rispetto del bene, affinché la Cittadella continui a vivere per le generazioni che verranno “
La connessione tra l’attuale situazione economica del territorio alessandrino e l’opportunità offerta dalla gestione delle risorse umane per Bergoglio 3.0 “è un’irrinunciabile occasione per rilanciare il mercato del lavoro e l’offerta culturale locale e per costruire un nuovo sistema di competenze, relazioni e opportunità professionali e occupazionali – spiegano gli organizzatori – L’obiettivo è creare un sistema equo di realizzazione professionale; un luogo dove la persona è considerata per l’insieme delle competenze significative in suo possesso e non solo rispetto alla sua professionalità principale e dove viene accompagnata nella crescita e nell’aggiornamento continuo.
“L’utilità gestionale della Cittadella avrà un’evoluzione mirata alla ricollocazione del tessuto territoriale in un ambito dicotomico ma non antagonista o concorrenziale con la città”.
Apprezzamento è stato espresso anche dal sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, presente all’incontro, che ha sottolineato la volontà di incontrare a breve il gruppo di lavoro per approfondire il progetto.
Un secondo appuntamento è già in previsione a fine marzo – inizio aprile per entrare nel merito dei rapporti con l’Unione Europea e i suoi finanziamenti, a cui il progetto fa direttamente riferimento. Saranno invitati un funzionario della Direzione Generale Cultura della Commissione Europea, un funzionario di EACEA (https://eacea.ec.europa.eu/), che gestisce i fondi europei destinati alla Cultura ad esempio attraverso il programma di Europa Creativa (https://eacea.ec.europa.eu/creative-europe_en) e un funzionario della Direzione Cultura e Creatività consigliere del direttore e responsabile delle azioni relative all’anno 2018 dedicato al Patrimonio Culturale Europeo. Presenza importante per questo appuntamento sarà inoltre quella di alcuni rappresentanti della direzione del Politecnico di Torino con il quale già da tempo è in essere una stretta collaborazione.
Un terzo appuntamento fra fine aprile e inizio maggio sarà poi organizzato da CAE – Culture Action Europe (https://cultureactioneurope.org), una giornata di studi e convegno su paternariato pubblico privato in europa e seconda parte dedicato al patrimonio culturale del territorio in occasione degli 850 anni di fondazione e dell’Anno Europeo 2018 del Patrimonio Culturale.
Giovanni Cerino Badone (Alessandria). Direttore Comitato Tecnico-Scientifico Archeologo, consulente storico, storico militare, docente di storia militare presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, socio della Società Italiana di Storia Militare, membro della Schweizerischen Vereinigung für Militärgeschichte und Militärwissenschaft, curatore di numerose pubblicazioni non ultimo il libro sulla Cittadella di Alessandria «Sulla Strada di Fiandra» pubblicato dalla sezione FAI di Alessandria.
Massimo Macaluso (Roma). Consulente progettazione e finanziamenti europei Supporto strategico e tecnico alle autorità locali e ad altre parti interessate territoriali per identificare le opportunità di crescita più rilevanti derivanti dal contesto UE e internazionale per i finanziamenti UE diretti e indiretti, reti europee e internazionali. Relazioni istituzionali e posizionamento strategico a livello nazionale ed europeo. Promuovere la cultura europea a livello locale e nazionale e promuove la capacità di sviluppo del progetto su questioni europee.
Valentina Daffonchio (Alessandria). Ingegnere responsabile Ingegnere edile libero professionista, consulente tecnico per importanti studi e associazioni di categoria, ha preso parte a numerosi bandi di gara con esito positivo, con funzione di programmazione strategica ed elaborazione documentazione tecnica per gare economicamente vantaggiose. Ha collaborato come project manager per la Cittadella Politecnica di Torino, Grande Scuderia Juvarriana della Reggia di Venaria Reale, Grand Hotel Antiche Terme di Acqui Terme. È docente per corsi per i coordinatori della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione.
Matteo Ive (Roma). Direttore lavori e allestimenti Architetto libero professionista, ha curato numerosi allestimenti tra cui Vinitaly per la Regione Lazio, le Giornate Professionali di Cinema, l’evento di Roberto Bolle e «Romeo e Giulietta» di Riccardo Cocciante al Colosseo, Sponsor Alice per Campovolo e Moto GP. Ha progettato per 3 anni gli aftershow party dei Golden Globe e AMA a Los Angeles e l’anteprima mondiale di Fast & Furious a San Paolo in Brasile.
Paola Brunori (Roma). Consulente restauri Architetto, è docente di restauro presso l’Università degli Studi di Roma Tre, collaboratore esterno dei Musei Vaticani e della Soprintendenza Archeologica di Roma, svolge attività professionale autonoma e sviluppa ricerche sulla storia dell’architettura e la pratica del restauro.
Alessandro Galasco (Pavia). Consulente strutturalista Ingegnere civile e ricercatore presso Università degli Studi di Pavia, autore del software di calcolo strutturale 3MURI® (www.tremuri.com).
Luca Gismondi (Sanremo). Direttore sicurezza, ambiente e qualità Ingegnere civile libero professionista. Studio tecnico, industriale e per la pubblica amministrazione, è consulente aziendale, sistemi di gestione integrati sicurezza ambiente e qualità.
Mauro Ciaramella (Roma). Direttore sviluppo & relazioni internazionali Esperto nel mondo del marketing e della comunicazione per il settore pubblico e privato e specializzato in processi d’internazionalizzazione nell’area mediorientale.
Gianfranco Pastore (Roma). Direttore marketing & communication Consulente in comunicazione digitale e integrazione online/offline. Tra gli altri ha sviluppato per World Food Program, Rai Cinema, Vodafone, America’s Cup Napoli 2013, Maserati, Allergan.
Cristina Gentili (Roma). Direttore di produzione Ha un’esperienza ventennale nel campo della direzione di produzione di grandi eventi (America’s Cup Napoli, Concerto del Primo Maggio di Roma, George Michael, Renato Zero, Heineken Jammin’ Festival, MTV, Rai).
Paolo Petrocelli (Roma). Rapporti UNESCO e relazioni istituzionali Musicologo, violinista, ricercatore e docente universitario, esperto musicale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, membro dell’European Expert Network on Culture, membro del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, Presidente Junior Chamber International Italy (Roma Capitolina), Coordinatore del Network Giovani Italiani del Parlamento Culturale Europeo, docente presso la LUISS Guido Carli di Roma.