“Pasticcio” sul regolamento anti-accattonaggio: verso il ritiro e un nuovo voto
I provvedimenti sulla multa e la confisca del denaro raccolto a chi chiede l'elemosina in diverse zone della città, in maniera anche non molesta, sono stati votati senza il parere tecnico necessario, e pertanto il regolamento ha un vizio di forma che ne impedisce l'applicazione. Il sequestro inoltre potrà avvenire solo "una moneta per volta"
I provvedimenti sulla multa e la confisca del denaro raccolto a chi chiede l'elemosina in diverse zone della città, in maniera anche non molesta, sono stati votati senza il parere tecnico necessario, e pertanto il regolamento ha un vizio di forma che ne impedisce l'applicazione. Il sequestro inoltre potrà avvenire solo "una moneta per volta"
ALESSANDRIA – Su un tema tanto delicato e dibattuto in città, come quello della decisione del Consiglio Comunale di accogliere i due emendamenti al regolamento di Polizia Municipale presentati dal presidente del Consiglio Emanuele Locci, relativi all’estensione del divieto di chiedere l’elemosina (anche non molesta) a diverse zone della città e alla possibilità di confiscare i proventi della questua (oltre che a multarne i responsabili) si apre un nuovo capitolo e, con ogni probabilità, non sarà l’ultimo.
E’ infatti arrivato il parere scritto del segretario generale del Comune, Francesca Ganci, in risposta alle richieste di chiarimento presentate dall’opposizione sulla legittimità del provvedimento (qui è possibile leggere il documento nella sua interezza, con tutti i riferimenti normativi).
In pratica, secondo il segretario generale, è legittimo, in base a una legge nazionale del 1981, arrivare alla confisca dei proventi della questua, come sanzione accessoria alla multa, ma la stessa deve riguardare esclusivamente ciò che viene colto in flagranza di reato, vale a dire che non sarà possibile requisire il denaro che un questuante ha con sé, ma solo ed esclusivamente la moneta ricevuta nel momento in cui l’irregolarità viene rilevata.

Ma non è tutto: l’intero regolamento con ogni probabilità sarà ritirato dalla maggioranza “in autotutela” per essere successivamente ripresentato e rivotato in Consiglio Comunale, poiché per i due emendamenti approvati nella precedente seduta manca il necessario parere tecnico.
La minoranza resta poi convinta che il provvedimento della confisca sia illegittimo, andando al di là dei poteri assegnati alle assemblee locali al riguardo, come spiega Marica Barrera, capogruppo di Insieme per Rita Rossa: “è assurdo che oggi si scopra che manca il parere tecnico sugli emendamenti, considerando che durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale è stato ripetuto due volte (dal vicepresidente del Consiglio Enrico Mazzoni e poi dal sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, come è possibile verificare nel video della seduta) che lo stesso c’era ed era positivo. In più, va ricordato come la confisca dei beni provento della questua non possa essere realizzata se la stessa non è prevista dal quadro normativo di riferimento, e il caso in cui la stessa è stata richiamata ad Alessandria non è contemplato a livello nazionale. Il Comune può solamente decidere i massimali della multa da comminare“.
Il prossimo capitolo, a questo punto, prevederà comunque il ritiro del provvedimento e la sua nuova votazione in Consiglio Comunale.